Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Da lontano

Post n°605 pubblicato il 28 Maggio 2026 da je_est_un_autre

Mi chiedo, in questi giorni, come vivremo questa separazione senza appello, questa perdita.
Sicuramente, da abitudinario che ha sempre fatto finta di non esserlo, mi mancherà il piccolo rituale del mattino, il collegarsi, il giro sui soliti blog (sempre meno), un'occhiata al mio e ai commenti (idem), la lettura dei messaggi (tre all'anno, ormai, ma ho avuto tempi più floridi), insomma tutta quella serie di cose inutili e carine che facevano di libero una sorta di morbido cuscinetto d'attesa, prima di pensare a cose più concrete ma sicuramente più noiose.

Mi prende lo sconforto, oggi, a pensare al 9 giugno.
Devo trovare un altro posto. Un altrove. Un posto in cui poter affogare questa mia necessità di passare un po' di tempo facendo qualcosa che NON SERVE A NIENTE.

 
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E così, si chiude

Post n°604 pubblicato il 28 Aprile 2026 da je_est_un_autre

Con un messaggio improvviso, libero ci dice che il 9 giugno chiude la community.
Ora, siccome il sito in sè ha sempre fatto abbastanza cagare (ritardi, blackout, inceppamenti, tutto quello che sapete), non ci sarebbe da darsi troppa pena, se non fosse per le ragioni affettive (nei confronti delle persone, delle parole, degli incontri, delle cose belle e anche di quelle meno belle) che mi hanno fatto rimanere qui per quasi diciott'anni (che solo a dirlo mi vengono i brividi).
Come detto non solo da me più volte, il mondo dei blog è assai impoverito, declinante, forse morente. Però da qualche parte penso che riaprirò.
Voi dove andate?
p.s.: vi ho voluto bene.

 
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In un paese stranino succede che

Post n°603 pubblicato il 25 Aprile 2026 da je_est_un_autre

 

"Lollo, mi fa male a una gamba, non ne posso più, la puoi portare tu la bandiera?"
"Bémma!" (parola bolognese intraducibile che sta a significare "ohi!", "ma certo!", "ovvio!", insomma, scegliete voi).
La Francesca insomma era un po' in difficoltà, e darle il cambio mi è sembrato il minimo.
Ed è così che per più di metà del corteo del 25 aprile, sono diventato il portabandiera dell'UDI.
Ebbene, in questo tempo di dilagante cretinismo maschile (perdonate la parola "maschile"), l'ho fatto non senza un certo orgoglio.
W la Resistenza, W il 25 aprile!

 

 
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Se è giusto che sia io

Post n°602 pubblicato il 19 Marzo 2026 da je_est_un_autre

Ieri sera ho ascoltato una di queste specie di tribune elettorali che mandano in radio, di sera. Il funzionamento, come sapete, è semplice: ci sono due esponenti, uno per il Sì e uno per il No, e ognuno di questi ha un tot di minuti per spiegare le ragioni della propria parte. Ebbene, io, non ci ho capito niente. Lo confesso, ho pensato: dovrei starmene a casa, e basta. E ve lo dice uno che ritiene il voto un dovere (quasi) sacro. 
Ma il fatto è questo: secondo me non dovremmo decidere noi, su queste materie, ma solo chi le sa, chi le fa, chi le studia, chi le maneggia con cognizione. 
Tornando a ieri sera, una di queste esponenti (quella del No) era Rosy Bindi (cito lei perchè era quella "famosa", dell'altra non ricordo il nome) e io ci ho anche provato a seguire tutti i ragionamenti su magistratura inquirente, giudicante, requirente (parola che non conoscevo prima d'ora), sullo sdoppiamento del CSM e tutte queste cose ma la sensazione mia, netta, era: Lorenzo lascia stare, è come se quello che significa davvero questo referendum, a cosa conduce nel caso vinca l'uno o l'altro, tu non lo puoi proprio capire. 
E vi dico che ho la sensazione di essere in larga compagnia; così che questo giro referendario si risolverà in gran parte nel solito modo: chi è a favore del governo voterà Sì, e chi è contro voterà No. E io, probabilmente, non farò eccezione. 
Ma tutto questo era per dire una cosa: io sento dibattiti eterni (ed è giusto che ci siano) sulle questioni tecniche insite nella riforma, ma non sento mai, MAI, dire una cosa, porre una domanda: ma insomma, a che cavolo serve la democrazia rappresentativa se a decidere su una riforma costituzionale (costituzionale, porca zozza, non una leggina qualunque) sia uno come me che di queste materie non ci capisce una mazza?

 
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Quando si scrive e perchè

Post n°601 pubblicato il 18 Febbraio 2026 da je_est_un_autre

Scrivo sempre meno. E chissenefrega, direte voi. E io sono d'accordo.
Però a me un po' dispiace. Un tempo, se ben ricordo, quando passavano tre giorni senza aver postato qui sopra, mi dicevo: ma che diavolo aspetti? e senza troppa fatica qualche riga cominciava a prendere forma nella mia testa. Mi succedeva di svegliarmi la mattina molto presto (sempre dormito male, io) e allora ne approfittavo: cominciavo a pensare a delle cose, a dei fatti curiosi, a dei ricordi d'infanzia, e se per caso sentivo un brividino, se mi scappava un po' da ridere, dicevo: ecco, questo funziona, così mi alzavo e scrivevo. 
Adesso la qualità del mio sonno non è migliorata, e se mi sveglio che è ancora buio non penso a cose da scrivere, ma ad un mare di pensieri e preoccupazioni, nemici perfetti del riaddormentamento - sia maledetta questa oscura e minacciosa immensità della notte, che non lascia scampo.
Che poi dico che non penso a cosa scrivere e non scrivo: non è mica vero: mai scritto tanto, ma ora solo per lavoro, note di regia, sinossi di spettacoli, soprattutto testi su testi per allievi che con grande parsimonia (eufemismo) esprimono soddisfazione quando porto loro una paginetta nuova. 
Insomma ecco cosa mi manca: quel lasciarsi vivere senza pensare troppo a come stai vivendo, e quel far venire fuori le parole da sole che nel buio delle quattro del mattino iniziano a prendere forma. 
Ah, che nostalgia per i giorni della leggerezza.

 
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