Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Giugno 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30    
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Guarda, a dir molto siete in:

 
Citazioni nei Blog Amici: 114
 

Ultime visite al Blog

je_est_un_autrelunetta_08cile54pa.ro.leEMMEGRACEPaintedonmyheartSignorina_Golightlyemma01neimieipassiNarciso_Alemarta_forsevanille_noirepaperinopa_1974occhineriocchineri
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 
«  Cene Alberi e aquiloni »

 Sogno

Post n°16 pubblicato il 10 Gennaio 2009 da je_est_un_autre

 Non è un sogno sul cinema, anche se il cinema c’entra qualcosa. Ci siamo io, Matteo Garrone e Paolo Sorrentino. Ci troviamo in un bosco, forse una pineta. Ma se di pineta si tratta i pini sono comunque altissimi, enormi, quasi delle sequoie.
No, non credo siano sequoie, perché ci troviamo nell’Alto Lazio.
Siamo lì perché c’è una festa, o forse una premiazione, non è chiaro. C’è parecchia gente che chiacchiera a gruppi, qualche roulotte. Io e Matteo Garrone discutiamo di cinema, ma sfortunatamente le nostre opinioni non coincidono: la discussione diventa sempre più animata, si trasforma in un vero e proprio alterco. Ad un certo punto decido di dirgli chiaro e tondo ciò che penso. Mi allontano e, raggiunto l’albero più maestoso di tutti, mi giro verso di lui e gli urlo fortissimo, in modo che tutti sentano: EHI, MATTEO GARRONE, SENTI QUA: VAFFANCULO! Insomma gliele canto chiare, ma da una certa distanza.
Non pago, viene il turno di Paolo Sorrentino. Chiacchieriamo, e anche qui è lo stesso: le nostre idee sul cinema divergono fortemente. Raggiungo nuovamente il mio pino di riferimento e gli urlo: PURE TU, MATTEO GARRONE! (per qualche ragione chiamo “Matteo Garrone” anche Paolo Sorrentino) LO SAI CHE TI DICO? CHE IL TUO CINEMA FA SCHIFO! Faccio per allontanarmi, ma ho un ripensamento e torno sui miei passi: ANZI, NO. IL TUO CINEMA NON FA SCHIFO. TU SI’, PERO’!
Stacco. Primo piano su due signori attempati con l’aria da gentlemen, uno ha un foulard al collo. Commentano l’accaduto, senza scomporsi.
Stacco deciso, cambio scena.
Mi trovo su un treno. Sono da solo, in piedi, nel mio scompartimento, e guardo fuori dal finestrino. Potrebbe sembrare il viaggio di ritorno ma non lo è, perché anche se il paesaggio somiglia alla pianura emiliana, io so che non mi trovo in Emilia, ma nella Georgia (nel senso della Georgia europea). Il treno è ultramoderno, velocissimo e silenzioso. Sembra di volare su un tappeto d’aria. Posso sentire ogni più piccolo rumore. Ma quello che sento nelle mie orecchie arriva da trent’anni prima, ed è tutto nella mia testa. E’ mio padre, in cucina, che legge “Il Resto del Carlino” e sfoglia le pagine con quel fruscio che all’epoca coincideva con l’attesa del sonno. Come sia possibile che io dal treno senta così chiaramente un rumore vecchio di trent’anni non si sa, ma questo è un sogno e infatti mi sembra normale. Così come mi sembra normale che, subito dopo, mio padre organizzi la consueta caccia notturna alle zanzare: lo capisco chiaramente dal ciàf ciàf del giornale sbattuto contro al muro. Poi, mentre davanti ai miei occhi fila via veloce la placida campagna georgiana, mi sveglio.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog