Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Inviato da: sara_1971
il 14/01/2015 alle 20:28
 
:)))))….Tranquilloooo… non mi prendi per quelle di nomi...
Inviato da: o3radovicka
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Ciao, MUS. Un abbraccio anche a te.
Inviato da: je_est_un_autre
il 09/01/2015 alle 23:28
 
So perfettamente di cosa parli. Del resto le nostre erano,...
Inviato da: je_est_un_autre
il 09/01/2015 alle 23:28
 
...magari un giorno torna il coraggio.
Inviato da: je_est_un_autre
il 09/01/2015 alle 23:27
 
 

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Che senso ha un rumore, se nessuno può sentirlo?

Post n°40 pubblicato il 09 Giugno 2009 da je_est_un_autre

Oggi vorresti fare come i futuristi, e uccidere il chiaro di luna.
Adesso che la tempesta è cessata, adesso che il vento è calmato, puoi pensare a lei con tutta la forza malata della tua immaginazione. Ti aggrappi con le unghie e con i denti a quel poco che resta, il ricordo di un ricordo, una fotografia, un respiro, una parola, un nome. Selvaggiamente ti immergi nelle tue fantasie e nei rimpianti più assurdi. Fantastichi di tornare indietro nel tempo e andare non da lei, no! ma da te stesso, per afferrarti le spalle e darti una scrollata - ma dentro sei ben cosciente, che già allora sapevi tutto, sapevi quel che potevi perdere, e te lo sei fatto scorrere davanti, perchè le tue corde sono sensibilissime, ma hai avuto l'accortezza di nasconderle nell'antro più nascosto della tua coscienza, per non sentire, e perchè sei terrorizzato dalla responsabilità, da tutte le responsabilità. Ora sei qui, fermo, col sorriso dell'idiota, fermo, a chiederti come hai potuto pensare, ad un certo punto, che bastava vivere, che il destino era comunque segnato, e che per questo non aveva senso chiedersi la differenza tra vite vissute e vite buttate.

Sono sul mio terrazzo, ed è l'alba. C'è una luce particolarissima, il cielo è appena velato fin quasi alle creste degli Appennini, solo una striscia di cielo azzurro quasi irreale, a lambire le cime. Ripenso ad una cosa letta chissà dove, di recente. Immagino questo paesaggio, quaranta giorni dopo la fine dell'ultimo uomo. Gli ultimi incendi si spengono, i tarli si mangiano il legno, un gatto scappa via veloce, una fitta boscaglia ricopre tutto. Tutto.

 
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