Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Giugno 2017 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30    
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Guarda, a dir molto siete in:

 
Citazioni nei Blog Amici: 114
 

Ultime visite al Blog

je_est_un_autrevanille_noirePaintedonmyheartpaperinopa_1974occhineriocchineriemma01ioguadagnolinedolcesettembre.1daunfioremarta_forsepa.ro.leneimieipassilunetta_08nataly_marcis
 

Ultimi commenti

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 
«  Solo un po' di menoQuarantadue »

 Questi fantasmi

Post n°9 pubblicato il 04 Dicembre 2008 da je_est_un_autre

 Ti ho rivisto l’altra sera, Smile, e mi hai fatto un po’ rabbia e un po’ tenerezza.
Parlavi e parlavi, strascicando le parole come sempre, e io, cercando di afferrare un senso nelle cose che dicevi, pensavo: è fattissimo. Sei invecchiato peggio di altri che hanno combattuto la tua stessa guerra e che sono riusciti a darsi una ripulita, e adesso fanno strano tutti quei capelli bianchi sopra il giubbotto di pelle, quello di sempre.
C’è un’altra sera che ricordo bene, Smile, e sono passati vent’anni.
“Mi porti a Modena?”
“No, cazzo, Smile, chiedilo a un altro”
“Sto di merda, Lor. Dai, portami a Modena”
“Cazzo”
Ti ricordi, di come siamo entrati in quel bar e alla barista che ti guardava un po’ così quando le hai chiesto un limone tu dicevi “tanto lo sai a cosa mi serve”? Dopo, in macchina, non avevi un laccio, non avevi una cintura, non avevi un cazzo di niente e hai chiesto a me di stringerti il braccio perché non riuscivi a trovare quella cazzo di vena. Dopo, tornando a casa, tu non la smettevi di parlare e io pensavo solo: bella serata di merda, ho voglia di vomitare.
Sembrava che non ci fosse nient’altro. Un lungo fiume di eroina che solo per caso ha fatto meno morti che altrove. Sembrava si facessero tutti. Se non ci sono andato di mezzo, dev’essere stato solo per paura. E perché avevo altre droghe: tracannavo qualunque cosa mi capitasse a tiro - e poi c’era sempre qualche bootleg dei Sonic Youth che dovevo assolutamente procurarmi. In ogni caso, la sobrietà era bandita.
Il clima è cambiato, ognuno lo vede. Non c’è più la nebbia. Quando penso a quegli anni ricordo solo una nebbia, talmente fitta da arrivare fin sotto i portici. E sotto, noi, come fantasmi.
L’altra sera, salutandomi, mi hai detto: fatti sentire, mandami un sms ogni tanto. Me lo hai mandato tu, nella notte. Chissà dov’eri. Non se ne capiva il senso, è scritto esattamente come parli (se sapessi, Smile, che c’è chi ci lavora tutta una vita per riuscirci), ma sembrava una specie di ringraziamento.
Certi fantasmi hanno la pelle dura.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Vai alla Home Page del blog