Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Acume è vivo (e fa l'alabardiere)

Post n°279 pubblicato il 28 Settembre 2016 da je_est_un_autre

Chinatown, una mattina tardi, verso metà settimana. Entra Acume, cogitabondo. La barba, i capelli e gli abiti bianchi lo fanno sembrare un mistico sufi un po' depresso.

IO: Acume, è un'impresa vederti, di questi tempi.
ACUME: Beh, certo, di questi tempi sono sempre aaa...a Parma.
IO: Per il corso?
ACUME: No, faccio il figurante in un'opera lirica. La cosa, la Giovanna D'Arco. Aspetta che ti faccio vedere la foto...ce l'ho nel cell...ecco.
IO: Apperò, complimenti. Fammi vedere...Ma perchè ti hanno vestito come una supposta?
ACUME: No, faccio il cosoooo...come si chiamaaaa...l'alabardiere.
IO: Ma in testa hai questa roba a punta, cos'è?
ACUME: L'elmo. Lo so che sembra di più un copricapo da coso, da cardinale. La costumista ha delle idee tutte sue. Tanto per dire, la cosaaa...la tunica. E' lunga fino ai piedi, abbiamo l'alabarda in mano e in più siamo sempre su e giù da una scala. Io e gli altri alabardieri abbiamo chiesto di accorciarla, ma non ne vogliono sapere. Io lo so che alla prima inciamperemo e cadremo uno sull'altro, lo so.
IO: Pensa che bel diversivo, però. Gli alabardieri che alla prima della "Giovanna D'Arco" cadono uno sull'altro come in un film di Stanlio e Ollio. Prova ad immaginare che meraviglia di recensioni.
ACUME: Che poi tra l'altro io volevo fare il cosoooo...lo scenografo, mica l'alabardiere.
IO: A proposito, e lì al corso? C'è ancora quella ragazza che ti piaceva, come si chiamava?
ACUME: Olga.
IO: Ecco, Olga. Ti accusa ancora di stalkeraggio?
ACUME: Non va proprio benissimo. Adesso ha assunto una sua amica per rispondere alle mie chiamate e ai mei messaggi.
IO: Chissà che significa, questo suo imperscrutabile modo di comportarsi.
ACUME: Pensavo di scriverle una lettera a mano e spedirla a casa sua. Non potrà mica assumere anche il postino.
IO: Sei un uomo d'altri tempi, Acume. E anche un fine stratega.
ACUME: Vado ad armarmi di carta e penna. Ciao, Lorenzo.
IO: Altro che alabarda...

 
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Pillole per non far morire il blog (o per dargli il colpo di grazia, forse)/9

Post n°278 pubblicato il 17 Settembre 2016 da je_est_un_autre

Sto per iscrivermi a un corso di scrittura creativa. Un incentivo non secondario è che il laboratorio si tiene negli stessi locali dove tengo il corso di teatro, e quindi avrò lo sconto.
Un'altra volta, anni fa, seguii un corso di questo tipo. Non fu un'esperienza esaltante: si doveva scrivere un elaborato durante la settimana, poi a lezione lo si leggeva per gli altri. Una volta letto il proprio elaborato, veniva solo voglia di dormire.
Il docente stavolta sarà uno scrittore che non conoscevo, ma che mi ha fatto una buona impressione. Non ha saputo spiegarmi per bene che cosa si farà a lezione, ma mi ha detto "Di sicuro non sono uno di quelli che vi fa venire qui per leggere le cose che scrivete a casa, so che ci si rompe le palle", sono stato contento di sentirglielo dire. Nel frattempo ci dava dentro col prosecco di benvenuto. Potrebbe essere un buon insegnante.
Bòn, il dado è tratto.
Capace che adesso magari le palle le rompo a voi con un romanzo. Siete avvertiti.

 
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Pillole per non far morire il blog (o per dargli il colpo di grazia, forse)/8

Post n°277 pubblicato il 11 Settembre 2016 da je_est_un_autre

Tipo quando, neodiplomato alla scuola di teatro, alle prese col mio primo vero lavoro semiprofessionistico (uno Shakespeare poco frequentato), mi ritrovai a fare, durante le prove e assieme ai miei compagni e altri valenti attori, il "gioco dei ciechi" (un esercizio sulla fiducia consistente nel camminare ad occhi chiusi lasciandosi guidare dal partner con piccoli colpetti sulle spalle).
Mi fu affiancato un attore già pieno di esperienza, in questi anni giunto a un buon grado di notorietà (esclusivamente teatrale), un giovane generoso e pieno di talento.
Io ero la guida, lui il cieco.
Non so perchè - forse per la confusione di quella sala piena di ciechi ipercinetici e di guide incerte - ma ad un certo punto il mio cieco non sentì il mio comando.
Fu un attimo, stava già per schiantarsi contro un muro. Vedendomela e vedendogliela brutta non trovai di meglio che urlare "Occio!" (occhio!) che nel nostro idioma locale richiama subito l'attenzione.
Niente, si schiantò.
Si ruppe l'arcata sopraccigliare con copioso sanguinamento, ma fu così gentile da non prendersela troppo (l'ho detto che era generoso).
Disse solo:
- Perchè non mi hai fermato?
- Ci ho provato, ti ho detto "Occio".
- E tu dici "Occio" a un cieco?

In effetti.
Ecco come sono, io. Uno che dice "Occio" a un cieco.
A proposito di fiducia.

 
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Pillole per non far morire il blog (o per dargli il colpo di grazia, forse)/7

Post n°276 pubblicato il 29 Agosto 2016 da je_est_un_autre

Si sa, spesso a teatro ci si rompe le palle (e se lo dico io...); ma anche al cinema: quante volte succede di ritrovarsi lì a pensare: "ma quanto manca? quanto dura 'sta roba? cosa c'era scritto nel programma di sala? c'era un programma di sala? potrei andarmene durante l'intervallo così nessuno ci fa caso; sì, ma ci sarà un intervallo? mi guarderanno tutti se mi alzo e me ne vado, diosanto" e via così.
Ecco perchè la letteratura rimane un'arte di genere superiore.
Se si decide di piantarla lì e riporre il libro, non si è costretti a far alzare nessuno dalla poltrona per agevolare il passaggio. Solitamente.

 
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Asteroidi/3

Post n°275 pubblicato il 18 Agosto 2016 da je_est_un_autre

 

La terza parte di questo forzosamente magro resoconto forse è la meno interessante e porta con sé anche un pocolino di nostalgia, quella di chi alla fine della giornata deve salutare perché il proprio compituccio è ormai finito, pazienza, spero di averlo svolto almeno discretamente. Chissà, forse se avessi dovuto rimanere su un set per quaranta giorni filati avrei finito con l'odiare tutti, chè a questo porta il dover condividere per settimane gli stessi spazi, con le prevedibili tensioni, le arrabbiature, le incomprensioni, le stanchezze che ci sono anche quando il lavoro che si fa assieme è il più originale e creativo, credetemi. Ma oggi si fa strada all'opposto un po' di rimpianto, un qualcosa che suona più o meno così: me ne vado e non so quasi nulla di nessuno, ho imparato a malapena tre nomi, magari sarebbe stato bello scambiare qualche parola in più con qualcuno, e invece ecco, sono sempre lo stesso, mi chiudo, mi sembra di non avere niente di interessante da comunicare e probabilmente è anche un'opinione giusta, insomma divento sfuggente, perché faccio così, non lo so. Mi chiedo quante cose mi perdo per la strada.

Comunque io non lo so se ne uscirà un bel film o anche solo un lavoro discreto, domani ci sarà l'ultimo ciak e la sera ci sarà un cocktail di fine riprese, per il red carpet non ho niente da mettermi ma per fortuna c'è un sacco di tempo.
Voi, se volete, vi tengo informati.

 
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