Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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E non è finita qui

Post n°600 pubblicato il 08 Gennaio 2026 da je_est_un_autre

E non è finita qui: c'era anche la casa gelida. Letteralmente gelida.
Non ho avuto bisogno del ghiaccio, per curare la mia caviglia: mi bastava appoggiare il dorso del piede contro il muro.
E' stata la prima volta in vita mia che ho fatto colazione (in casa, mica fuori) con addosso il piumino e la cuffia di lana. Del resto, in una casa senza termosifoni, senza camino, e con la stufa rotta, come fai? 
Il gentile ospite (non sono ironico, è gentile per davvero) che ci ha concesso la casa ci aveva avvertito, gliene va dato atto: ma una cosa è pensare a tutto questo mentre a Bologna sei indaffarato con le tue cose e il lavoro, una cosa è arrivare nella mite Sardegna ed essere ospitati in un igloo. 
Comunque il padrone di casa ci ha anche provato, a mitigare la temperatura. Infatti era già pronta una nuova stufa a legna, sulla soglia di casa: aveva ancora tutto attorno il cellophane, l'abbiamo scartata come il più prezioso dei regali e l'abbiamo guardata commossi e speranzosi. A quel punto, era solo da collegare con la canna fumaria e tutto. L'abbiamo fatto, e quando si è diradato il fumo in casa e abbiamo potuto guardarci di nuovo in faccia (non avete mai battezzato una nuova stufa a legna? ecco), è stata una piccola svolta. Ho trasferito lì il mio quartier generale e ho passato le ore casalinghe abbracciato a lei, la stufa. Adesso ho mani, braccia e petto ustionati, ma sono vivo. 
Ah, sapete, i sardi mi prendevano in giro, dicevano: ma quale freddo e freddo, si sta benissimo, qui! 
Sarà, forse sono io, con questa mia tendenza senile a soffrire di più le basse temperature.
Comunque adesso ho un sospetto, sul perchè si conservino così a lungo e abbondino i centenari, in quell'isola. 
Diavoli di sardi!

 
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Le sospirate vacanze

Post n°599 pubblicato il 06 Gennaio 2026 da je_est_un_autre

Io credo di amare la Sardegna, ma non sono così sicuro che la Sardegna ami me. Spiego: tre minuti dopo essere sbarcato in terra sarda, avevo già preso una brutta, brutta storta alla caviglia. Disattenzione tua, direte voi. Buio pesto e terreno dissestato davanti alla casa che mi ha accolto, preciso io. Com'è, come non è, all'alba di una settimana a cui da tre mesi mi stavo preparando con gioia, ero già lì con una caviglia grossa così, con contorno di imprecazioni e contumelie varie. Ma se per fortuna nei bei film c'è sempre il momento in cui "arrivano i nostri", nel mio film è arrivata lei, Linda, la mia salvatrice, (che poi è una massaggiatrice, ma è evidente che sa fare bene un po' di tutto) che ha messo mano con ferma gentilezza al mio piedone, ha tolto la raffazzonata bendatura che mi ero fatto, ha dispensato giudizi non troppo lusinghieri sul superpubblicizzato Voltaren e mi ha dato un paio di consigli: "stai fermo in questi giorni, mettici del ghiaccio e tira in alto quella gamba, pigrone", concludendo poi la seduta applicandomi un perfetto taping polipesco che solo un'artista come lei poteva costruire. Il sollievo è stato subitaneo o quasi. 
I sardi, finchè c'è Linda, possono stare tranquilli.

 
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Ella parla

Post n°598 pubblicato il 10 Novembre 2025 da je_est_un_autre

Magari arrivo ultimo, ma devo scriverlo perchè sono rimasto abbastanza scioccato. Parlo dell'intelligenza artificiale, di chatGPT, di quella cosa lì insomma.
Non avevo ancora visto nessuno parlare con questa entità senza volto (ma con una bella voce femminile seducente) e mi è successo venerdì. Stavamo tornando da Ferrara dopo lo spettacolo (quello da cui è tratta la foto che ho messo in bacheca) e il regista, che guidava l'auto, si è messo a parlare con questa. E le faceva le domande, e quella rispondeva, e anche se lui la prendeva in giro, non si arrabbiava mai.
"Fammi un monologo da Giulietta e Romeo"
"Certo, nessun problema" diceva quella, e via che ti sciorinava un monologo di Giulietta.
"Non mi è piaciuto, fallo più sorridente"
"Certo, sorriderò di più"
"Lo stai facendo male. Fallo più sussurrato, non ci devono sentire"
"Ecco, te lo faccio in un sussurro" rispondeva, sempre accondiscendente.

E sono andati avanti così per un pezzo. La moglie del regista, che era seduta a fianco, ha detto con ironia che lui fa queste cose perchè è l'unica possibilità per trattare male gli attori, come vorrebbe fare nella vita. Lui rideva.

Io intanto ascoltavo quella sussurrare e sorridere, con quella bella voce dolce, e non sapevo se innamorarmi o avere il terrore di essere ucciso da una di queste macchine entro tre anni.

 
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proustianamente

Post n°597 pubblicato il 07 Settembre 2025 da je_est_un_autre

Soccia se son proustiano!
Allora, facciamo il conto:
- Totalino di tentativi poi incompiuti di arrivare alla fine dei Karamazov: 2 (pagine lette: circa 500, tutt'e due le volte)
- Totalino di tentativi di arrivare alla fine del PRIMO libro della Recherche (Dalla parte di Swann): 3 (pagine lette: mai più di 70 circa, ogni volta)
Però lo stesso, adesso ve lo dico: son proustiano.
Ecco come. Quando arrivo alla fine di un cornetto e toccio il culo del suddetto cornetto nel caffè e sento il profumo che vien su, mi arriva addosso tutta una roba che ha a che fare con le mie vacanze di bambino, anni 70, una roba che non so neanche dirvi, che non son mica Proust.
Però c'è.
La letteratura è una cosa bellissima. Racconta di te cose che non sapevi neanche di sapere, eppure.
Anche se ti fermi tutte le volte a pag.70

 

 
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Epitaffi

Post n°596 pubblicato il 31 Agosto 2025 da je_est_un_autre

Meglio mettersi avanti coi lavori, e dirselo: se va avanti così, siamo vicini alla fine. Icaro il cane ieri sera in passeggiata mi ha fatto cadere (non è la prima volta) e adesso son tutto scartolato (termine bolognese che significa: son pieno di feritine, di nizzi vari, alla mano, al gomito, al ginocchio). Oltre a questo nella caduta (durata una mezza frazione di secondo e non so neanche perchè è successa: ha visto un altro cane? un topo? una rana? chissà: lui vede e parte, ai 300 all'ora, e se tu sei solo un zinzello distratto, bòn, sei per terra già agonizzante), dicevo, oltre a questo nella caduta si è spezzata la cinghia del mio borsello del BFC1909, cui sono molto legato (sia la squadra, sia il borsello).
Nella lapide scrivetelo:
"Ha lottato, molto legato al suo borsello. Ha resistito finchè ha potuto. Poi, oh".
Mi sembra un bell'epitaffio.

 
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