Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Anche più del Titanic

Post n°536 pubblicato il 06 Gennaio 2023 da je_est_un_autre

Vicino casa c'è un  fioraio.
E' un po' strano, questo fioraio. Il suo gazebo si trova in uno di questi pezzi di giardino metropolitano, e lui tiene maniacalmente in ordine, costantemente pulito, il marciapiede davanti all'ingresso e l'erba tutt'attorno. Anzi, l'erba non c'è proprio più. A forza di spazzare e pulire il prato è defunto, ed è rimasta solo la terra nuda, così pulita che ci potresti mangiare. Dico che è strano anche perchè a volte ti butta addosso certi occhi da pazzo, e mentre spazza fa cose strane, come ad esempio l'altro giorno che cantava a squarciagola (anche piuttosto bene) l'inno sovietico.
Di solito questo fioraio si fa i fatti suoi.
Fino all'altro giorno, in cui stavo camminando col cane Spike e c'era lui che spazzava un marciapiede già più che pulito, addirittura brillante. D'improvviso, vedendomi, mi ha guardato e mi ha urlato una parola che non capivo, qualcosa come "ACìTO!" con l'accento sulla "i". Ho pensato: ecco, è il suo grido di guerra, adesso tira fuori un pugnale e mi accoltella. Ma un attimo prima che mi buttassi in ginocchio implorando pietà, lui mi ha chiesto:
FIORAIO: ACìTO! Beh, non hai visto il film Acìto, ieri?
IO: Ehm, no, no, non credo.
F: Devi vederlo! C'è Richard Gere, è un film giapponese. Oh, è una storia vera! E' la storia di un cane, tu hai un cane, ti piacciono i film sui cani?
IO: Ne vado matto.
F: Guardalo! Acìto! E' una storia vera, ti dico. Del 1923. Credimi, boss. (non ci eravamo mai parlati, e sono stato immediatamente promosso a "boss").
IO: Lo voglio vedere assolutamente.
F: E fai bene. Guarda che però fa piangere, eh? Più di tutti i film. Anche più del Titanic, guarda.
IO: Adoro piangere guardando i film.
F: Bene. Procuratelo. Ciao, boss.
IO: Ciao.
F: Oh, però prepara i fazzoletti! Che c'è da piangere sul serio.
IO: Più che col Titanic.
F: Molto di più.

Una volta a casa mi sono documentato e ho scoperto che capivo male, che esiste effettivamente questo film e il titolo giusto è "Hachiko". A 'sto punto mi ha incuriosito. Mi sa che farò mio il consiglio del fioraio filosovietico.
Del resto mi sono stati regalati di recente un bel po' di fazzoletti, naturalmente di stoffa.
E' ora di usarli.

 
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Attenti ai lupi

Post n°535 pubblicato il 29 Dicembre 2022 da je_est_un_autre

Non mi capita spesso di sognare mio padre, questa è carina e ve la voglio raccontare.
In verità al risveglio non ricordavo di aver fatto "un sogno con mio padre" ma piuttosto un sogno del genere catastrofico (il mio sogno abituale) dove lupi ferocissimi volevano sbranarmi. Che dentro ci fosse anche mio padre m'è venuto in mente dopo, e questo ritardo di consapevolezza mi ha un po' sorpreso. Ma del resto coi sogni è così, e tutto sembra normale anche quando non lo è. Ad esempio era normale che mio padre fosse vivo; e normale anche il fatto che continuasse ad essere tranquillamente mio padre nonostante ci ritrovassimo ad essere praticamente coetanei.
Comunque sia, ecco il sogno: avevamo una casa nelle colline, e in zona s'era sparsa la voce di questa "emergenza lupi". E si trattava di lupi famelici, non scherzo affatto.
Era giunto il momento di passare all'azione, e mio padre aveva escogitato questo metodo, per difendere la nostra casa: riempirla di un materiale morbido, una cosa a metà tra la lana e la gommapiuma. E insomma avevamo stipato la casa di gommapiuma fin quasi a farla scoppiare.
Certo, da sveglio mi sembra un metodo con alcuni margini di miglioramento: tipo che la casa, seppur soffocata dalla gommapiuma, era effettivamente al sicuro; noi però a quel punto non potevamo più entrare e rimanevamo fuori, preda possibile di quelle belve. Nel sogno però l'idea mi sembrava geniale.
Sì, adesso penso che la ditta "Io&MioPadre" non sia proprio la più affidabile, per difendersi dalle bestie feroci.
Però, oh, vedete un po' voi, sarà anche un metodo discutibile, ma intanto nel sogno la scampavamo.
Procacciatevi della gommapiuma, che non si sa mai.

 

 
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Fidanzamenti

Post n°534 pubblicato il 17 Dicembre 2022 da je_est_un_autre

(Post ispirato a un esercizio teatrale fatto fare ieri sera. Stavolta l'esercizio lo faccio su di me)

Oh, Rita, Rita, con cui fui fidanzato un'intera estate, attorno ai miei nove anni!
Com'ero orgoglioso di me! Sbaragliai un rivale in amore perchè tu, Rita dalla carnagione olivastra e dai lunghi capelli neri e dagli occhi che brillavano, scegliesti me, e me lo facesti sapere tramite un'amica, perchè così si faceva. Io rimasi a metà tra l'entusiasmo e la stupefazione; scrissi una cartolina postale al mio rivale in amore che si trovava in vacanza (scelsi con cura le parole, non volevo ferirlo) e mi godetti per un'estate intera quella sensazione per me inedita di fidanzato.
Ti ricordi quei mesi in cui non ci vedemmo una sola volta, perchè così succede ai fidanzati novenni, che si perdono di vista nell'esatto momento in cui si fidanzano?
Era da tanto che mi piaceva, quella meravigliosa bambina dall'aspetto curiosamente esotico.
Ricordo anche che i primi brividi di sensualità me li regalò proprio lei.
Succedeva in chiesa. Io facevo il chierichetto, lei a volte durante la messa si occupava delle letture. Nessuno di noi era veramente convinto di quello che stava facendo, ma così usava e così si faceva, per consuetudine, per abitudine.
La pedana su cui lei saliva per leggere era proprio di fianco alla panchina dove sedevamo noi chierichetti. La potevo vedere da vicino. Mi sembrava altissima, lì sulla pedana. Poi cominciava a leggere e succedeva una cosa.
Succedeva che nel microfono che amplificava la sua voce, io perdevo il senso delle parole, e sparivano per me tutta quella Galilea e quei farisei e quei filistei e San Luca e San Paolo, e restava solo, amplificato, il suono delle labbra quando la sua bocca si apriva o si chiudeva. Doveva essere forse per la bocca asciutta per la tensione di parlare al pubblico, o forse al contrario per la bocca troppo bagnata, vai a sapere. Ma io sentivo solo quel piccolo schiocco ingigantirsi e diventare tutto, per me, lì dentro, l'unica cosa importante. Sentivo che dentro di me avrei dovuto provare imbarazzo o disgusto per quel suono salivale di labbra e lingua, eppure ne ero irresistibilmente attratto. Era, credo di capire adesso, un primo turbamento, la curiosità per l'altro sesso, o in embrione una prima, acerba voglia di baci.
Ora lo posso dire, Rita: credo che sì, era probabilmente una voglia di baci.
E non ci siamo mai baciati, mai. Perchè i novenni fanno così.
Però, Rita, Rita dalle labbra conturbanti, posso essere felice, perchè io e te, siamo stati fidanzati per un'estate intera.

 
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I miei mondiali

Post n°533 pubblicato il 11 Dicembre 2022 da je_est_un_autre

Ho capito una cosa.
Ecco qui: forse, la cosa bella, coi Mondiali, è proprio guardarli da esterni - diciamo così. A me sembrano interessantissimi, adesso. Mi diverto proprio, a guardare le gare. Senza che la Nazionale si metta di mezzo.
Ovviamente, guardando le partite, non so mai per chi tifare.
Cioè, subito all'inizio tifo per gli sfavoriti, credo succeda a tutti.
Però poi se gli sfavoriti passano in vantaggio comincio a tenere per i favoriti. Poi di nuovo per gli sfavoriti. E poi per i favoriti. Così, fino alla fine.
Vatti a fidare, di uno così.
Non sono mica tanto raccomandabile, io.

 

 
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Eppure gli sembra di averla già vista

Post n°532 pubblicato il 01 Dicembre 2022 da je_est_un_autre

E così siamo andati finalmente a vedere "Ginko all'attacco!".
Mi sono seduto in sala con quella tensioncina che ho sempre addosso quando so che mi devo rivedere, anche se solo per pochi secondi (cioè, nel mio caso, quasi sempre).
Poi però è successo che, qualche minuto dopo l'inizio del film, una coppia attempata si è seduta poco dietro di noi. E lì è cominciato un altro film.
Perchè quando è apparsa Monica Bellucci la prima volta, l'uomo ha borbottato con voce dubitosa: "Ma chi è quell'attrice? Mi dice qualcosa".
Silenzio sconcertato.
La mia compagna, piuttosto incredula: "Ma dice davvero?"
"Eh, mi sa di sì", ho risposto io.
"Glielo suggerisco? Glielo dico? Mi giro e glielo dico"
"No, te ne prego. Siamo al cinema, non facciamo casino. Lascia che ci arrivi da solo. Che gli fa bene pensare".
"Come vuoi".
Seconda apparizione della Bellucci.
L'uomo, concentrato: "Eppure..."
Che sentivi che ce l'aveva lì, ma niente. Però io ci credevo, ho sentito che ce la poteva fare. Mi sono messo praticamente a fare il tifo.
Finalmente, a metà film, l'uomo:
"Ma non sarà mica Monica Bellucci?"
Lì, ho praticamente esultato. "E vai così!". Tipo gol ai mondiali.
Comunque la sottotrama "Riuscirà il nostro anziano eroe...?" mi ha fatto passare anche quella tensioncina di cui sopra.
Me l'ha fatta vivere bene, grande Vecchio, sei in gamba.

 

 
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