Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Inviato da: misteropagano
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Se è giusto che sia io

Post n°602 pubblicato il 19 Marzo 2026 da je_est_un_autre

Ieri sera ho ascoltato una di queste specie di tribune elettorali che mandano in radio, di sera. Il funzionamento, come sapete, è semplice: ci sono due esponenti, uno per il Sì e uno per il No, e ognuno di questi ha un tot di minuti per spiegare le ragioni della propria parte. Ebbene, io, non ci ho capito niente. Lo confesso, ho pensato: dovrei starmene a casa, e basta. E ve lo dice uno che ritiene il voto un dovere (quasi) sacro. 
Ma il fatto è questo: secondo me non dovremmo decidere noi, su queste materie, ma solo chi le sa, chi le fa, chi le studia, chi le maneggia con cognizione. 
Tornando a ieri sera, una di queste esponenti (quella del No) era Rosy Bindi (cito lei perchè era quella "famosa", dell'altra non ricordo il nome) e io ci ho anche provato a seguire tutti i ragionamenti su magistratura inquirente, giudicante, requirente (parola che non conoscevo prima d'ora), sullo sdoppiamento del CSM e tutte queste cose ma la sensazione mia, netta, era: Lorenzo lascia stare, è come se quello che significa davvero questo referendum, a cosa conduce nel caso vinca l'uno o l'altro, tu non lo puoi proprio capire. 
E vi dico che ho la sensazione di essere in larga compagnia; così che questo giro referendario si risolverà in gran parte nel solito modo: chi è a favore del governo voterà Sì, e chi è contro voterà No. E io, probabilmente, non farò eccezione. 
Ma tutto questo era per dire una cosa: io sento dibattiti eterni (ed è giusto che ci siano) sulle questioni tecniche insite nella riforma, ma non sento mai, MAI, dire una cosa, porre una domanda: ma insomma, a che cavolo serve la democrazia rappresentativa se a decidere su una riforma costituzionale (costituzionale, porca zozza, non una leggina qualunque) sia uno come me che di queste materie non ci capisce una mazza?

 
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Quando si scrive e perchè

Post n°601 pubblicato il 18 Febbraio 2026 da je_est_un_autre

Scrivo sempre meno. E chissenefrega, direte voi. E io sono d'accordo.
Però a me un po' dispiace. Un tempo, se ben ricordo, quando passavano tre giorni senza aver postato qui sopra, mi dicevo: ma che diavolo aspetti? e senza troppa fatica qualche riga cominciava a prendere forma nella mia testa. Mi succedeva di svegliarmi la mattina molto presto (sempre dormito male, io) e allora ne approfittavo: cominciavo a pensare a delle cose, a dei fatti curiosi, a dei ricordi d'infanzia, e se per caso sentivo un brividino, se mi scappava un po' da ridere, dicevo: ecco, questo funziona, così mi alzavo e scrivevo. 
Adesso la qualità del mio sonno non è migliorata, e se mi sveglio che è ancora buio non penso a cose da scrivere, ma ad un mare di pensieri e preoccupazioni, nemici perfetti del riaddormentamento - sia maledetta questa oscura e minacciosa immensità della notte, che non lascia scampo.
Che poi dico che non penso a cosa scrivere e non scrivo: non è mica vero: mai scritto tanto, ma ora solo per lavoro, note di regia, sinossi di spettacoli, soprattutto testi su testi per allievi che con grande parsimonia (eufemismo) esprimono soddisfazione quando porto loro una paginetta nuova. 
Insomma ecco cosa mi manca: quel lasciarsi vivere senza pensare troppo a come stai vivendo, e quel far venire fuori le parole da sole che nel buio delle quattro del mattino iniziano a prendere forma. 
Ah, che nostalgia per i giorni della leggerezza.

 
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E non è finita qui

Post n°600 pubblicato il 08 Gennaio 2026 da je_est_un_autre

E non è finita qui: c'era anche la casa gelida. Letteralmente gelida.
Non ho avuto bisogno del ghiaccio, per curare la mia caviglia: mi bastava appoggiare il dorso del piede contro il muro.
E' stata la prima volta in vita mia che ho fatto colazione (in casa, mica fuori) con addosso il piumino e la cuffia di lana. Del resto, in una casa senza termosifoni, senza camino, e con la stufa rotta, come fai? 
Il gentile ospite (non sono ironico, è gentile per davvero) che ci ha concesso la casa ci aveva avvertito, gliene va dato atto: ma una cosa è pensare a tutto questo mentre a Bologna sei indaffarato con le tue cose e il lavoro, una cosa è arrivare nella mite Sardegna ed essere ospitati in un igloo. 
Comunque il padrone di casa ci ha anche provato, a mitigare la temperatura. Infatti era già pronta una nuova stufa a legna, sulla soglia di casa: aveva ancora tutto attorno il cellophane, l'abbiamo scartata come il più prezioso dei regali e l'abbiamo guardata commossi e speranzosi. A quel punto, era solo da collegare con la canna fumaria e tutto. L'abbiamo fatto, e quando si è diradato il fumo in casa e abbiamo potuto guardarci di nuovo in faccia (non avete mai battezzato una nuova stufa a legna? ecco), è stata una piccola svolta. Ho trasferito lì il mio quartier generale e ho passato le ore casalinghe abbracciato a lei, la stufa. Adesso ho mani, braccia e petto ustionati, ma sono vivo. 
Ah, sapete, i sardi mi prendevano in giro, dicevano: ma quale freddo e freddo, si sta benissimo, qui! 
Sarà, forse sono io, con questa mia tendenza senile a soffrire di più le basse temperature.
Comunque adesso ho un sospetto, sul perchè si conservino così a lungo e abbondino i centenari, in quell'isola. 
Diavoli di sardi!

 
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Le sospirate vacanze

Post n°599 pubblicato il 06 Gennaio 2026 da je_est_un_autre

Io credo di amare la Sardegna, ma non sono così sicuro che la Sardegna ami me. Spiego: tre minuti dopo essere sbarcato in terra sarda, avevo già preso una brutta, brutta storta alla caviglia. Disattenzione tua, direte voi. Buio pesto e terreno dissestato davanti alla casa che mi ha accolto, preciso io. Com'è, come non è, all'alba di una settimana a cui da tre mesi mi stavo preparando con gioia, ero già lì con una caviglia grossa così, con contorno di imprecazioni e contumelie varie. Ma se per fortuna nei bei film c'è sempre il momento in cui "arrivano i nostri", nel mio film è arrivata lei, Linda, la mia salvatrice, (che poi è una massaggiatrice, ma è evidente che sa fare bene un po' di tutto) che ha messo mano con ferma gentilezza al mio piedone, ha tolto la raffazzonata bendatura che mi ero fatto, ha dispensato giudizi non troppo lusinghieri sul superpubblicizzato Voltaren e mi ha dato un paio di consigli: "stai fermo in questi giorni, mettici del ghiaccio e tira in alto quella gamba, pigrone", concludendo poi la seduta applicandomi un perfetto taping polipesco che solo un'artista come lei poteva costruire. Il sollievo è stato subitaneo o quasi. 
I sardi, finchè c'è Linda, possono stare tranquilli.

 
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Ella parla

Post n°598 pubblicato il 10 Novembre 2025 da je_est_un_autre

Magari arrivo ultimo, ma devo scriverlo perchè sono rimasto abbastanza scioccato. Parlo dell'intelligenza artificiale, di chatGPT, di quella cosa lì insomma.
Non avevo ancora visto nessuno parlare con questa entità senza volto (ma con una bella voce femminile seducente) e mi è successo venerdì. Stavamo tornando da Ferrara dopo lo spettacolo (quello da cui è tratta la foto che ho messo in bacheca) e il regista, che guidava l'auto, si è messo a parlare con questa. E le faceva le domande, e quella rispondeva, e anche se lui la prendeva in giro, non si arrabbiava mai.
"Fammi un monologo da Giulietta e Romeo"
"Certo, nessun problema" diceva quella, e via che ti sciorinava un monologo di Giulietta.
"Non mi è piaciuto, fallo più sorridente"
"Certo, sorriderò di più"
"Lo stai facendo male. Fallo più sussurrato, non ci devono sentire"
"Ecco, te lo faccio in un sussurro" rispondeva, sempre accondiscendente.

E sono andati avanti così per un pezzo. La moglie del regista, che era seduta a fianco, ha detto con ironia che lui fa queste cose perchè è l'unica possibilità per trattare male gli attori, come vorrebbe fare nella vita. Lui rideva.

Io intanto ascoltavo quella sussurrare e sorridere, con quella bella voce dolce, e non sapevo se innamorarmi o avere il terrore di essere ucciso da una di queste macchine entro tre anni.

 
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