Community
 
je_est_un_a...
Video
Sito
   
 
Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

Area personale

 

Archivio messaggi

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

Cerca in questo Blog

  Trova
 

Guarda, a dir molto siete in:

 
Citazioni nei Blog Amici: 73
 

Ultime visite al Blog

je_est_un_autrepoison.deevincenzoschieppatimia.euridicerita.quadriniesperiMentenon.sono.ioPoeticareMusicalekallidamegliounsorrisolost4mostofitallyeahbiancoelefanteEasyTouchPiazza_delle_ErbesicurissimaRITA
 

Chi può scrivere sul blog

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

 

 

Pillole di Orlandino Ardinghelli. Prossimamente su ZDF.

Post n°173 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da je_est_un_autre
Foto di je_est_un_autre

Je_est-Orlandino indossa una camicia da notte lunga fino ai piedi e una cuffietta color bianco sporco. Come se fossimo ancora nel Medioevo, nella stanza da letto arredata come nel Duecento fa un freddo cane e quei pochi indumenti leggeri non bastano certo a scaldarlo.
Je_est-Orlandino guarda nell'obiettivo della macchina fotografica e ha quella faccia un po' così.

Ci sono dei canali televisivi, in Germania, che mandano solo documentari. Documentari storici, intendo. Quale location migliore dove ambientare una docufiction storica sul Duecento se non la bellissima San Gimignano, dunque?
E se è vero che il Medioevo italiano alla tedesca si concede più di una licenza (sui costumi, tanto per dire), va dato atto che sul set sono tutti tranquilli ed efficienti come una produzione italiana non riuscirà MAI ad essere (es.: AHO', SPOSTAME STO COSO CHE DEVO PIAZZA' AAA LUCE!)

Je_est-Orlandino ha conosciuto la (in ambiente documentaristico) moglie Costanza il giorno prima in stazione a Bologna. Da quel momento lei non ha smesso di parlare: pause per la respirazione non pervenute.
La sera al ristorante con la troupe lui opta per un piatto di pici all'aglione, mossa strategica che dovrebbe servire a tenere la moglie a debita distanza almeno qualche poco, il giorno dopo. La mossa si rivelerà del tutto inefficace.

Il primo giorno si gira la seguente scena: Orlandino e la moglie devono scendere dal letto e correre a guardare dalla finestra per scoprire che la famiglia rivale sta costruendo una torre più alta della loro. La sceneggiatura (è un documentario, c'è la voce fuori campo) non prevede più di due battute di Orlandino: "Maledetti! Maledetti!" e nient'altro.
Al primo ciak, prima che lui possa aprire bocca, la moglie si avventura in un monologo improvvisato. La regista la riporta alla ragione.
Costanza riuscirà ugualmente a dire più parole di Orlandino, che diligentemente si limita al suo "Maledetti! Maledetti!".
Visto l'andazzo la recitazione non è propriamente cinematografica, nondimeno la regista è entusiasta. Probabilmente perchè è straniera.

Si passa agli esterni. Je_est-Orlandino è costretto da sceneggiatura a reggere lo strascico al vestito della moglie. Lo strascico è lungo dieci metri e non pesa uno scherzo. Pure, durante un ciak di prova la moglie ha da ridire sul modo in cui lo strascico viene retto e portato. Volano scintille, c'è aria di divorzio.
Per fortuna la regista, che è donna sensibile nonchè considerevolmente alta e bionda, accorre per sedare gli animi. Commossa per la temperatura polare si prodiga anche in abbracci calorosi agli attori, con grande gaudio di Orlandino.

Il secondo giorno si gira in Piazza Duomo e nelle vie del centro storico: la circolazione viene bloccata con metodi direi improvvisati, se si considera la produzione tedesca. Come sempre non viene meno la calma, nemmeno quando un automobilista pretende di passare con la macchina a meno di un metro da telecamera e troupe, urlando dal finestrino abbassato: "DI 'STO FILM M'IMPORTA SEGA!".

Al tardo pomeriggio vengono girate le scene conclusive (Orlandino e consorte agguerritissimi si recano dai rivali) con la fretta che si può immaginare per catturare gli ultimi raggi di un solicello pallidissimo ma tenace. La regista (donna meravigliosa e lungimirante) decide di utilizzare quei pochi minuti di luce giusta per un primo piano di Orlandino alquanto arrabbiato, ripreso con la macchina a mano.
Quando tocca a Costanza, il sole è definitivamente tramontato.
Così come un matrimonio durato lo spazio di tre ciak.

(continua, spero, su ZDF)

 

 

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Neve

Post n°172 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da je_est_un_autre

Un tempo, era così.
Infagottati nei vostri eskimo dai colori improbabili, gli stivali di gomma nera ai piedi, vi perdevate nelle quattro strade di questo paesino. Correvate a perdifiato nelle vie strette e più di tutti gli altri giorni ogni cosa diventava un gioco, una guerra da ridere.
La spalatura degli uomini aveva creato un enorme mucchio di neve proprio al centro della piazza, ed era la vostra montagna da conquistare, il fronte per cui combattere. In quella arrivavano i più grandi a buttarsi giù a capofitto per mostrare il loro ardimento, così vi facevate da parte ma il vostro disappunto non durava che un attimo, presi immediatamente da una nuova avventura.
E ancora era quasi sera - la pallida luce dei vostri inverni giovani finiva in fretta ma eravate liberi come l'aria - che dopo mille battaglie stavate ancora col naso all'insù a guardare i padelloni rugginosi dei lampioni d'allora, affascinati dai fiocchi pesanti che non smettevano di scendere.
E la sera, ancora, prima di dormire, supplicavi due minuti di finestra per poter guardare fuori la neve che cadeva, e assaporavi la giornata trascorsa e quella a venire.
E a te sembrava che sarebbe stato sempre così.
Un tempo.

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Stelle polari

Post n°171 pubblicato il 27 Gennaio 2012 da je_est_un_autre

 

Primo Levi

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

Infinite Jest

Post n°170 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da je_est_un_autre

Mi si è irrigidito il cristallino.
Si sa, a un certo punto succede.
Pensavo bastasse far finta di niente, e invece ecco che un avamposto di senilità è riuscito a scovarmi.

E vabbè, qualcosa s'ha da fare.

JE_EST (entrando nel negozio dell'ottico): Buongiorno, credo di avere un problema, vedo male da vicino.

L'OTTICO (mimando un lettore che allontana da sè una pagina scritta): Eheh! Difficoltà nella lettura, mh?

JE_EST: In effetti sto leggendo un libro, in questi giorni. Mi sembra un buon libro, ma non posso esserne sicuro.

L'OTTICO: Eheh! Quanti anni ha lei?

JE_EST: Quarantacinque.

L'OTTICO: Ottimo! La sua presbiopia è assolutamente puntuale!

JE_EST: Non credo che le farò i complimenti per questo.

L'OTTICO: Verifichiamo subito tutto. Venga, metta la testa così...su questa macchina, il mento e la fronte qui...benebenebene. Vediamo...Ullallà! Eheh!

JE_EST: Che c'è?

L'OTTICO: Abbiamo anche un bell'astigmatismo!

JE_EST: Quante sorprese, oggi.

L'OTTICO: Eheh! Ma l'astigmatismo non è mica cosa di oggi. Dev'essere da un po' che ce l'ha.

JE_EST: Non me n'ero accorto. Sa, sono parecchio distratto.

L'OTTICO: Siamo al dunque. Controlliamo la presbiopia. Indossi questa montatura su cui posso inserire le lenti...ecco fatto. Guardi questo foglio, scommetto che non riesce a discernere nulla.

JE_EST: Nient'affatto. E' chiaramente una fila di asterischi sfuocati.

L'OTTICO: Eheh! E invece no, sono numeri! Inserisco le lenti da presbite...legga, ora.

JE_EST: 2, 14, 29, 51, 37, 8.

L'OTTICO: Vede? Ma non stia a preoccuparsi, almeno, non subito. Anche perchè vede, è solo il primo grado della presbiopia, da qui in poi può solo peggiorare, eheh!

JE_EST: La cosa bella è che uno va via di qui rinfrancato.

L'OTTICO: Oh, succede a tutti, non stia lì a crucciarsi. Allora l'aspetto, se vorrà prendere i suoi occhiali nuovi qui da noi. E benvenuto nel fantastico mondo della presbiopia!

JE_EST: (uscendo)...eheh.

L'OTTICO: Ben detto. Eheh!

Ed eccomi qui, ora, coi miei occhiali da presbite +1 Salmoiraghi e Viganò modello ultrabase. Adesso posso confermarlo: questo libro con anche le note alle note alle note alle note (l'ultimo grado notesco prevede letterine non più alte di mezzo millimetro) è davvero un grande libro.
E non solo per le dimensioni.
Anche se Arturo non sembra apprezzare questo "Infinite Jest" e mi volta le spalle. Ma lui è sempre scettico sulla letteratura made in USA.
Avrà i suoi motivi.

Infinite Jest

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 

The homecoming

Post n°169 pubblicato il 24 Dicembre 2011 da je_est_un_autre

In quella succursale del bar di Guerre Stellari che è la nostra Chinatown mancano giusto l'omino con le antenne e il nanetto proboscidato, ma la batteria di freaks che lì ha messo dimora è una certezza, anzi qualcuno di loro non dovrebbe proprio uscirne mai.
Acume ad esempio è temutissimo da tutti i possessori di cani in seguito alla sua ultima impresa, ovvero uscire da un parcheggio in retromarcia e stirare un bassotto tenuto al guinzaglio dal padrone. Alle urla lancinanti di quest'ultimo, pare che Acume non abbia fatto altro che abbassare il finestrino: "Oh, mi dispiace. Adesso scusi, ma sono in ritardo" ripartendo in sgommata completando l'opera e lasciando il pover'uomo a scollare il bassotto dall'asfalto.
Lo interrogo sull'argomento durante una partita del Bologna.
"Guardare prima di uscire dal parcheggio no, eh?" gli dico.
"Oh, pure tu con questa storia. Non è che posso avere occhi dappertutto. Non l'ho visto, tutto qua! In più non capisco a cosa servano quei guinzagli così lunghi"
"Ti rendi conto che sei a rischio denuncia?"
"Stai scherzando? Non l'ho visto, ti dico. Che colpa ne ho se quell'uomo se ne va in giro con un cane così basso? Piuttosto dimmi, il Bologna è quello in bianco, vero?"
Alla mia destra c'è Orione, vinosamente rallentato e con la voce già impastata, ma coi capelli perfettamente modellati a calotta dal solito chilo di gel (solo una volta, anni fa, uscì senza gel nei capelli. Aveva una chioma così vaporosa da renderlo quasi irriconoscibile. Ne fummo scioccati e lo spedimmo immediatamente a casa a rimediare). Oggi se la prende un po' con tutti motivando la penosa prestazione dei rossoblù adducendo ragioni astrologico-cabalistiche e facendo l'elenco di tutti quelli che a suo parere sono noti jettatori: praticamente tutto il bar.
Uno dei suoi bersagli preferiti è il Muto, reo di "non farsi capire". E dire che ce la mette tutta, tra schiocchi di lingua, soffi, pugni sbattuti sul tavolo e i soliti cartellini immaginari estratti dal taschino.
L'umore della truppa è davvero in ribasso a causa di una squadra inguardabile, e il nervosismo striscia al punto da far scoppiare una rissa tra due ultraottuagenari: "A t'aspet fora!" (*) urla uno all'altro, e davvero se ne va fuori, lentamente, molto lentamente, ad aspettarlo. Dopo un momento di comprensibile choc ("ma fanno sul serio?") la frase comincia a diventare un tormentone - che qualunque cosa è meglio di questa partita - ed è tutto un "A t'aspet fora!" che rimbalza da uno all'altro degli avventori. E verrebbe voglia di vederlo davvero, questo inedito incontro di pugilato al rallentatore, non fosse che il primo vecchietto non solo è uscito dal bar, ma se ne è andato proprio a casa.
E mentre il Bologna affonda, nella confusione generale, tra gli schiocchi del Muto, le contumelie di Orione e le domande esistenziali di Acume, penso che quel vecchietto sia l'unico ad aver fatto la scelta giusta.

(*): Ti aspetto fuori

 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
« Precedenti Successivi »