Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Oggi vorrei essere un ulivo

Post n°56 pubblicato il 18 Settembre 2009 da je_est_un_autre
Foto di je_est_un_autre

Ancora una volta nelle strade ad orari inconsulti per un uomo adulto.
Ancora una volta ad elemosinare uno straccio di lavoro di merda.
Rispetto ad altre volte, il tabellino ha indicato un rialzo dell'assuefazione e un calo della paura: lo prendo come un segno positivo.
Entrando nell'ennesima agenzia mi sono specchiato al volo nella vetrata, cercando di assumere un'aria rassicurante più che altro per me stesso; un'aria come a dire: "lo so, signorina, ho più di quarant'anni e non dovrei trovarmi qui, ma si tratta solo di un momento, un paio di mesi, una cosa da ridere, non le pare?".
Ho scoperto che è facile dimenticare un obiettivo, ma mi tengo stretta una rotta da offrire alle domande personali, agli occhi curiosi della gente che mi conosce.

Tornare, stavolta, è stata proprio questa cosa: essere investiti dalla realtà - la realtà di me stesso. Perchè via, mica ci pensavo. Nè a me, nè al resto. Non c'entra nulla, ma mi ero dimenticato forzatamente anche di questo povero paese.
Mi piglia quasi una nostalgia canaglia.
Dell'edicola dove andavo ogni giorno a cercare Repubblica, e dove invariabilmente la signora  rispondeva:
"Finita! Solo giornali sportivi e il Quotidiano di Lecce!"
"Ho visto che ci sono altre due edicole, vado a cercare là, grazie"
E lei che annuiva come a dire: povero illuso. Nelle altre due edicole non avevano mai nemmeno il Quotidiano: solo giornaletti per bambini e riviste. Il terzo giorno ero tentato di comprare un album da colorare.
Naturalmente la mia fame di parole scritte mi ha convinto a ripiegare sul Quotidiano di Lecce, che la signora mi ha porto con malcelata soddisfazione. In pochi giorni ero diventato informatissimo sui compleanni dei centenari di Taurisano, e non avrei avuto difficoltà a trovare una Festa te lu Mieru in ogni angolo del Salento.
Niente notizie, nulla.


Niente: solo perdita di sè, e silenzio. Così, l'ultima settimana. Centinaia di chilometri di strade in mezzo alla terra rossa coperta di ulivi.
Lontano dalle urgenze, dalle contingenze e dalla necessità.
Nessun rumore.
Nell'aria calda l'odore dei pini e delle pietre dei muretti a secco.
Ho pensato che sì, tutto sommato un ulivo non se la passa poi tanto male.

 
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