Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
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« CARNEVALEFilm »

Caro Baricco

Post n°24 pubblicato il 26 Febbraio 2009 da je_est_un_autre

Caro Baricco, ma scusa un momento. Da dove diavolo ti Ŕ venuta quest'idea? "Per risanare la cultura in Italia c'Ŕ da fare solo una cosa, e ve la dico io anche se non ve lo meritereste: togliere i soldi pubblici destinati ai teatri e agli enti lirici e dirottarli lÓ dove davvero si forma la coscienza culturale delle persone: alla scuola e alla televisione!"
Ora. Per quanto riguarda la scuola possiamo anche parlarne, ma ho capito bene? La televisione? LA TELEVISIONE?!
Calma e gesso. Io sono di natura credulona e allora diciamo che sei sincero e che credi veramente a quello che scrivi e a quello che dici (perchŔ io sono un buon segugio e non solo leggo i giornali, ma riesco a trovarti anche quando piombi a radiorai nel bel mezzo del pomeriggio) e allora, dopo aver scritto "il mio sogno Ŕ la BBC" hai anche detto "sogno una tv che mette un bel Cechov in prima serata col regista e gli attori migliori d'Italia. Sogno una serata di televisione che se ne frega bellamente dell'auditel". Bene, benissimo. Chi avrebbe il coraggio di dire "non sono d'accordo"?
Ma il problema secondo te sono i soldi? Non scherziamo, Baricco. Tu perdi troppo tempo a sognare e fingi di non accorgerti che il problema Ŕ tutto culturale, o meglio ancora politico, ma non economico. I soldi in televisione ci sono, sia nelle televisioni di Lui, che in quella pubblica.
Ma fino a quando ci sarÓ la rincorsa al peggio, al livellamento verso il basso, non se ne esce (e qui la Rai non ha alibi - quello che manca veramente Ŕ una sana discussione sulla funzione del servizio pubblico). PerchŔ poi vedi, tu parli di un "fiume di denaro che si riversa nei teatri stabili", ma dimentichi di ricordare che i teatri stabili in tutta Europa sono una realtÓ consolidata e che davvero rappresentano un punto di riferimento importante per la comunitÓ del luogo, e contribuiscono seriamente alla crescita culturale delle persone. Se in Italia anche i teatri stabili non trovano di meglio che produrre spettacoli che navigherebbero tranquillamente anche in spazi diversi (ehm), se le scelte coraggiose sono pochissime e la gestione Ŕ sempre e solo "furbetta", il problema Ŕ come si amministra un luogo come quello, Ŕ tutto di persone sbagliate messe nei posti chiave, lo ripeto, Ŕ una questione squisitamente politica.
Saltano agli occhi almeno due cose: la prima, Ŕ che di teatro sembra che possa parlarne chiunque, tranne chi di teatro vive, lavora e magari ci soffre anche (io spero in una bella e adeguata risposta di qualcuno bravo), la seconda Ŕ che tu, Baricco, sputi in un piatto dove largamente hai mangiato e, per quanto ne so, mangi ancora. I veri intellettuali sono animati da una estrema coerenza, facci vedere il bel gesto: restituisci i soldi pubblici che hai incassato in questi anni, su.
Per chiudere: tu aprivi l'articolo su Repubblica dicendo "nei film americani quando tutto va a rotoli o si scappa, o ci si mette a pensare molto velocemente, e io ho deciso di pensare molto velocemente".
Troppo?


 
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