Tutti D’accordo Nel Merito Ma Non Sul Metodo –

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Tutti D’accordo Nel Merito Ma Non Sul Metodo –
Bollette E 110%,
Tutti D’accordo Nel Merito
Ma Non Sul Metodo

BOLLETTE E 110%
Tutti d’accordo nel merito ma non sul metodo
Le posizioni sulla manovra
Apparentemente i partiti di maggioranza sono tutti d’accordo sull’obiettivo, ovvero l’aumento del fondo per contrastare il caro-energia, ma non sul cammino da intraprendere per raggiungerlo. È comunque valutato come un intervento da effettuare il prima possibile e dunque già con il Ddl Bilancio, nel quale sono previsti attualmente due miliardi di euro. I tempi della manovra in Parlamento.

Bollette e 110%, tutti d’accordo nel merito ma non sul metodo
Ddl Bilancio, le posizioni di Governo e partiti per frenare il caro-energia. Giorgetti: “Impossibile sterilizzare tutto, agiamo su fasce deboli e imprese a rischio chiusura”. I tempi della manovra in Parlamento
Apparentemente i partiti di maggioranza sono tutti d’accordo sull’obiettivo, ovvero l’aumento del fondo per contrastare il caro-energia, ma non sul cammino da intraprendere per raggiungerlo. È comunque valutato come un intervento da effettuare il prima possibile e dunque già con il Ddl Bilancio, nel quale sono previsti attualmente due miliardi di euro. Un altro punto su cui si riscontra un favore trasversale è il Superbonus, rimodulato sensibilmente dal Mef a causa del suo impatto sulla finanza pubblica. L’intenzione delle forze parlamentari è ottenere qualcosa in più rispetto allo scenario attuale.
II Governo Tornando alla questione bollette, il tema è aperto ed è stato commentato pubblicamente sia dal presidente del Consiglio Mario Draghi – “siamo pronti a intervenire di nuovo e con particolare attenzione alle fasce più deboli” (QE 30/11) — che dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani (QE 29/11). Quest’ultimo si è pronunciato in maniera molto positiva anche sul Superbonus, un argomento sul quale nei mesi precedenti aveva sempre preferito non dare giudizi netti. Ieri, nel corso della presentazione del rapporto Enea, lo ha invece definito uno strumento “formidabile” (QE 1/12). È apparsa invece poco ottimista la posizione del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, per il quale “è difficile prevedere” quante risorse serviranno per il Ddl Bilancio. Per il ministro, oggi interpellato dall’agenzia Radiocor a margine dell’informativa Tim, molto “dipende da come va il prezzo del gas, che mi sembra aumentare…” e perciò “ne servono tante” (di risorse, ndr). Per Giorgetti “è impossibile sterilizzare tutto e bisogna andare sulle fasce deboli, cioè le
famiglie deboli, e settori e imprese deboli, talmente impattate che rischiano di chiudere”. E in merito a un’eventuale trattativa Italia-Russia sulle forniture di gas, il ministro ha concluso: “Sarebbe meglio che la facesse l’Europa”. Per Laura Castelli, viceministra all’Economia, anziché destinare fondi aggiuntivi alle decontribuzioni perché dopo anni rischiano di “drogare il costo del lavoro” sarebbe meglio utilizzarli per le bollette.
I partiti Questi temi sono stati affrontati anche nel corso degli incontri fra Palazzo Chigi (Draghi, Franco e D’Incà) e i capigruppo parlamentari e i capi delegazione delle forze politiche di maggioranza, iniziati il 29 novembre e conclusi due giorni dopo. “Abbiamo chiesto al Governo di aumentare la consistenza del Fondo, attualmente di due miliardi, e di pensare a interventi strutturali, come lo spostamento di alcuni costi sulla fiscalità generale”, ha scritto il capogruppo alla Camera del M5S, Davide Crippa. Una richiesta rafforzata dal collega Luca Sut: “Va aumentato (il fondo, ndr) perché, con le tensioni persistenti sui mercati internazionali, come emerso anche da una serie di audizioni in commissione, rischiamo seriamente di dover fronteggiare nuovi rincari”. Per il ministro Patuanelli è invece opportuno superare il limite Isee per il Superbonus poiché “restrittivo”. Anche la Lega chiede un’azione per mitigare i rincari delle bollette. Per Matteo Salvini i fondi possono essere trasferiti dal reddito di cittadinanza al fondo contro il caro-energia. “Continueremo anche a batterci per il Superbonus che non dovrà né essere depotenziato né condizionato dall’Isee del richiedente”, ha commentato invece Vannia Gava, sottosegretaria al Mite e responsabile ambiente della Lega. Il PD, tramite il responsabile all’economia Antonio Misiani, è favorevole al “rafforzamento” delle risorse “per tagliare le bollette” ma ritiene che sia sbagliato “intaccare le risorse del reddito di cittadinanza”. Sul fronte del 110%, Martina Nardi, presidente della commissione Attività produttive, propone invece che “gli incentivi ai pannelli fotovoltaici vadano oltre il 30 giugno” a prescindere dalla tipologia dell’edificio poiché “si tratta di fonti di energia pulita” ed “è indispensabile protrarre gli aiuti fino al 2025 in linea con gli obiettivi di riduzione dell’impatto energetico da energie fossili che Italia e Ue si sono posti di raggiungere entro il 2030”. Sulla necessità di intervenire contro l’aumento dei prezzi concordano anche Italia Viva, Forza Italia e Liberi e Uguali.
I lavori in Parlamento Venendo infine al percorso parlamentare del Ddl Bilancio, il provvedimento è ora all’esame della commissione Bilancio del Senato e i relatori sono Daniele Pesco (M5S), Vasco Errani (PD) e Erika Rivolta (Lega). Gli emendamenti presentati sono oltre 6.000, ma l’intenzione di massima è scendere, con i segnalati, a un numero non lontano da 500. A Palazzo Madama, la prossima settimana sarà dedicata ai lavori delle commissioni — in particolare al Ddl Bilancio — per provare ad arrivare in assemblea verso il 17 dicembre. Alla Camera, qualora l’atto sia stato trasmesso, è previsto che vada in aula il 21 dicembre, secondo quanto avrebbe stabilito oggi la capigruppo di Montecitorio.

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