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Un blog creato da sara_1971 il 13/07/2007

S_CAROGNE

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Sara

 

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Vecchio Paz

Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera Via Crucis con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole d'amore...

 

Cuor di Carogna

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Diario di una gravida

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« EldoradoLampada Osram »

Buona Fine e Buon Principio.

Post n°611 pubblicato il 06 Gennaio 2010 da delilah79

Sono sopravvissuta anche quest’anno. Non mi pare vero specie dopo l’ultima eroica vigilia.
5 gennaio, notte della Befana. Nonostante in giro ci siano varie ragioni ormonali che spingerebbero ad andare di loco in loco itinerando, il mio ex fidanzato (ex da ormai nove anni) insiste perché io partecipi alla cena dell’ultima (stramaledetta) vigilia. “Chi c’è?”, “I miei, mio fratello, la nonna e due amiche della nonna: le sorelle Russo”. “Caro, perché dovrei venire?”, “Per non lasciarmi solo nel reparto geriatrico e poi mia nonna ti vuole rivedere, mi chiede sempre come vanno le cose tra noi e quando ci sposiamo. E’ anziana, non mi va di dirle che non stiamo più insieme, ci rimarrebbe troppo male. Dai, vieni?”. Alle nove di sera varco la soglia di casa del mio ex. Mi ripeto che lo faccio per puro volontariato, che fra tre ore al massimo sono fuori. Con enorme sorpresa mi accorgo che al gruppone in festa si è aggiunta una coppia. Il lui festante, tale Gioacchino, mi viene incontro come ci conoscessimo da vent’anni: ”Le auguro di… di… Quest’anno nuovo le auguro di… VINCERE CANZONISSIMA!”. Il mio malefico ex mi si avvicina e sussurra di non dargli retta, ha perso il senno da diversi anni, poverino! Si prospetta una cena più lunga di quanto immagini.
L’onore all’ospite di riguardo impone che io sia relegata tra la nonna e le sorelle Russo con il mio futuro marito davanti, detto in altri termini, mi siedo tra un pezzo da 90(anni) e due da 70 (in media) con una finzione grottesca dinnanzi a me. La cena prevede un menù luculliano al quale non c’è verso di opporsi. La chiacchierata amena spazia dalla caduta per strada della nonna investita da un balordo che le ha “rubato per sempre il ginocchio”, alla rottura del femore di una delle sorelle. Si passa agli aneddoti d’altri tempi, dalla radio del diavolo (il grammofono) dalla quale usciva la voce degli inferi, alle prime carrozze senza cavalli (automobili). Decriptare il linguaggio è dura, ma non impossibile. La tensione aumenta quando la nonna chiede, severa, se i miei genitori conoscono già il mio futuro marito e a che punto sia il corredo. I consigli su pizzo e uncinetto si sprecano e le tre anziane iniziano una lotta all’ultimo colpo su tradizioni familiari, dovere, dover essere e punto croce. Si noti l’assenza pressocché totale di intervento dialettico da parte degli altri commensali, completamente soggiogati dalla verve comunicativa della quale io sono principale e diretto bersaglio [...]. Odio il mio “futuro marito” e mi riprometto di restituire quanto prima il torto subito.
Intanto, mentre Gioacchino, richiamato tra noi dalla parola magica “matrimonio”, racconta della sua partecipazione (da invitato) a quello di Lady D., ci si rende conto che è quasi mezzanotte. Per una strana tradizione che disconoscevo, nella famiglia del mio ex (che comprendo sempre più aver fatto bene a lasciare) alla mezzanotte tra il 5 ed il 6 gennaio “arrivano i re Magi”. In processione davanti ai sette presepi della casa, ci accingiamo in gruppo a portare oro, incenso e mirra al Bambinello (a tutti i bambinelli fino al principale: quello in soggiorno). Ritengo di non aver mai toccato livelli maggiori di “tragicomicità” nei miei 29 natali precedenti. La nonna in testa, con Gaspare nella mano destra e una candelina nella sinistra, guida la processione da un presepe all’altro. Seguono le due sorelle con Melchiorre e Baldassarre e senza candelina. La nonna, in uno slancio mistico, ritenendo forse di essere ancora al 24 notte, intona tu scendi dalle stelle. Le Russo, per non essere da meno, seguono a ruota. La nonna rilancia e comincia a cantare in latino. Le Russo ammutolite. Uno a zero per la nonna. Cerco (per non morire) la vena esilarante della questione, mentre siamo all’altezza del presepe del bagno e mentre la tenera vocina di sarettalamerda mi incita: “scrivine un post, idiota!”. Intanto, l’intero gruppo comincia a sfogliare la guida telefonica in cerca di un esorcista. Dopo il canto dei cantici in onore non si capisce più se del bambinello, dei re magi (ancora nelle mani delle tre graziose vecchine), del matrimonio imminente… arrivati nel soggiorno tutti cominciano a scambiarsi auguri generici “buon anno, buon avvento, il signore iddio sia sempre con te… ”.
Il fratello del mio futuro marito si accinge a fare gli auguri alla nonna. Questo è quello che ricordo lucidamente, Signori Giudici. L’ultima immagine. Poi il caos. Le urla. Solo dopo che avrò riacquistato la lucidità scoprirò il cadavere scomposto di due re magi di terracotta su tre (si è salvato, sebbene amputato, solo quello della sorella Russo Junior). La ricostruzione dei fatti (si dice che un plastico sia già in preparazione per la prossima puntata di Porta a Porta) vede il fratello, nell’atto dell’augurio alla nonna, urtarle maldestramente il gomito sinistro. La cera della candela cola su mano e polso della nonna, infilandosi nel golfo. Bruciore e spavento della novantenne fanno saltare all’aria Gaspare. Le sorelle Russo, subito dietro, impaurite dall’urlo acuto della nonna, reagiscono a catena, urlano e lanciano all’aria re magi. Il bilancio sarà di due morti ed un ferito: Baldassarre. Più danni alle pecore colpite dall’effetto valanga.
All’una sono a casa esausta.
Anche quest’anno è andata.
Buon 2010, che la sfiga a ‘sto giro abbandoni me ed abbracci voi. Amen.

 
 
 
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