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Un blog creato da sara_1971 il 13/07/2007

S_CAROGNE

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Sara

 

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Vecchio Paz

Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera Via Crucis con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole d'amore...

 

Cuor di Carogna

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Diario di una gravida

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SONO UNA DONNA, NON SONO (SOLO) UNA GRAVIDA.

Post n°164 pubblicato il 20 Dicembre 2007 da delilah79

Domenica 16 dicembre 2007

Ore 19.24

 

 

 

Se si potesse essere gravide “al di fuori di sé”, non sarebbe male.

Il Genio del Mondo avrebbe dovuto concentrarsi meglio su alcuni dettagli. La gravidanza poteva essere ideata “prét à porter”. Mi spiego.

La donna avrebbe avuto in dotazione, sin dalla nascita, una sorta di borsa, magari un marsupio e, una volta presa la decisione di figliare, cacciarlo fuori e ingravidarlo con l’aiuto del suo uomo. A quel punto, il compito della futura mamma sarebbe stato quello di accudirlo, tenerlo sempre con sé, coprirlo con apposite “custodie da marsupio gravido” (all’ultima moda e pendant con le scarpe per le mamme più trendy!), di misure crescenti di pari passo con la crescita del volume marsupiale. Ma NON avrebbe dovuto portarselo dentro vivendo (e subendo) le relative conseguenze!

Insomma, un po’ come quella furba della gallina che soltanto ora riesco a stimare profondamente come essenza d’intelligenza pura!

Senza contare che, in questo modo, anche i signori uomini avrebbero potuto darsi da fare piuttosto che scoprirsi sensibili poeti di gravidanze altrui!

Tuttavia, così non è e, una volta installato, questo portatore sano di effetti collaterali non lo si può ignorare, pena le figure di merda!

Ore 10.30 del 14/12/’07.

Dopo il mio vomito mattutino ed il prelievo del sangue per i doverosi esami, “sola me ne vo’ per la città”; ignorando volutamente il mio essere gravida, a vantaggio del mio primordiale essere donna.

Decido di dedicarmi allo shopping. Nell’improvvisata lista delle priorità compare nell’ordine: completino sexy da indossare per il ritorno del guerriero; vestitino corto stile guardami le gambe; jeans attillati serie lascia che i tuoi occhi trovino ristoro sul mio culo a mandolino e suonamelo finché mi dura!

Torno a casa con livelli di autostima più elevati del previsto, grazie al commesso del negozio e ai suoi sguardi fin troppo lusinghieri. Pranzo e mi preparo al pomeriggio.

In fondo, penso, vivere ancora come femmina non inseminata, non è poi così impossibile.

Ore 15.00 (La vendetta del parassita si prepara)

Mi trovo a svolgere il mio quotidiano volontariato presso l’ufficio dell’ Esimio Prof. XXX dell’ Università XXX.

L’Ill.mo ha fissato l’appello del suo esame. Io, in virtù del mio ruolo di assistente (o badante, dipende dai punti di vista) del prof., mi trovo al suo fianco; puntuale, professionale e a titolo gratuito.

Sennonché, il Chiarissimo fuma e decide di accendersi una sigaretta esattamente sotto il mio naso.

La farò breve, caro diario, la chiarissima moquette dell’ufficio si ricorderà del mio passaggio!

In verità, ho cercato, repentinamente, una via di fuga che m’impedisse la figuraccia; ma quei caproni di studenti (agghindati coma caricature di abitanti del Bronx e addossati alla porta manco non vedessero l’ora di essere bocciati!) ostruivano il passaggio.

Avrei voluto sotterrarmi dalla vergogna. Tuttavia, dopo un momento d’imbarazzo “fisiologico” (e dopo aver chiamato la signora delle pulizie affinché eliminasse le tracce, lievi in verità, del mio sputo esistenziale), mi sono data un contegno; ho sfoggiato il migliore dei sorrisi e, eludendo gli sguardi interrogativi del Prof., ho portato a termine il mio dovere assistenziale. Ne ho bocciati cinque.

In ultimo, ho reso noto al parassita che, un altro scherzetto così, e faccio ancora in tempo a “bocciare il sesto”!

[ Metodo Duro. Scuola Educhiamoli dal concepimento.]

Prossima settimana risultati esami sangue.

 
 
 
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