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Un blog creato da sara_1971 il 13/07/2007

S_CAROGNE

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Sara

 

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Vecchio Paz

Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera Via Crucis con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole d'amore...

 

Cuor di Carogna

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Diario di una gravida

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GARIBALDI HA SALVATO LA GAMBA!

Post n°168 pubblicato il 27 Dicembre 2007 da delilah79

23 Dicembre 2007

Ore 19.25

 

 

Posteri, l’eroe dei due mondi è tornato!

Bello, masculo e trionfante ha varcato l’uscio della sua dimora e, accompagnato dai suoi raggianti boccoli e dal sacco delle robe sporche, ha diretto il suo passo fiero e deciso verso di me, la sua Anita gravida!

Appena lo vedo, inarco la coda e mi tuffo ruffiana tra le sue braccia.

Però, sebbene la voglia d’abbandono ormonale fosse grande e l’astinenza forzata gridasse vendetta , un freno giunge in sordina dalle segrete stanze di me stessa e si palesa attraverso un interrogativo: Quando?

Nelle notti insonni, mi ero programmata il mio bel disegnino della lieta novella. Avevo persino scelto la portata del pranzo (spartano) con cui servirgli la mazzata: impepata di cozze innaffiata da vino rosato per attutire il colpo!

Tuttavia, è bastato il suo gironzolarmi intorno festante a seminare in me il dubbio del “come la prenderà?” e, essendo io inconfutabilmente fertile, ho donato al dubbio il suo pargolo preferito: il panico.

Decido di seguire il mio uomo per casa, poco attenta ai suoi resoconti cileni.

“Ah, si, caro, Allende… interessante, racconta… (sono incinta)”.

“Certo Pinochet, che schifo e che rabbia, hai ragione (sono incinta)”.

“Questo bracciale di rame di tipico artigianato cileno fa davvero cagare, amore, ma grazie lo stesso del pensiero! (Caro, sarai padre fra nove mesi, anzi sette per essere fiscali, cazzi tuoi se i primi due te li sei persi per stare appresso alla Storia)”.

“Zecca, ti vedo strana, tutto ok?”

“Si tutto ok (a parte il fatto che un incrocio d’ovulo e spermatozoo mi fa vomitare l’anima mia, di mia madre e della tua ogni mattina!)”.

Per occupare mani e testa aspettando il coraggio di proferire verbo logico, preparo un caffé.

A  quel punto, “ello” mi balza alle spalle e affonda i suoi artigli famelici sui miei fianchi. Divento una statua di marmo più rigida di Paolina Bonaparte (riposi in pace). Il mio ello, che minchia non è (altrimenti non sarebbe il mio!), scorgendo in me una reazione nuova (di solito, infatti, le sue avance sciolgono me ed irrigidiscono lui, non viceversa!) e capendo non essere un nuovo giochino erotico, mi fa: “Insomma, vuoi dirmi cos’hai?”. Mi giro e gli dico secca e diretta: “Sono incinta.”.

Il minuto successivo mi regala il più bel trip allucinogeno della mia vita.

Ho visto i suoi boccoli lisciarsi come sotto effetto di un immediato anticrespo. Ho sentito il suo impeccabile italiano trasformarsi nelle più folcloristiche esclamazioni dialettali: “Pe tutti li Santi e Santu ‘ronzu ‘ncapu, ce stà ddici? Nu cè filu cu scherzi su ‘ste cose!*”. Ho visto lo sguardo del sollazzo passare il testimone a quello dell’onere.

Poi il minuto termina e ritorno alla realtà.

Strano a dirsi, ma l’uomo è ancora davanti a me e respira. Nessun morto, nessun ferito, nessun attacco d’ansia da sedare.

La caffettiera rompe il silenzio con il suo gorgoglio che pare dire “Mè, non lo vuole più nessuno ‘sto caffè?!”.

Noto con stupore che gli artigli sono ancora sui miei fianchi e non hanno ceduto d’un millimetro rispetto alle loro intenzioni originali.

Forse, penso tra me e me, ho solo immaginato d’averglielo detto.

Ammetto, il mio uomo trova sempre la giusta conclusione e, dopo un sorriso che dichiarava tutto (o nel quale io ho voluto scorgere il tutto che  mi bastava), anche questo salmo è finito in gloria. Inoltre, siccome avevamo molte messe in sospeso, abbiamo glorificato per l’intero pomeriggio, apprezzando i nuovi piaceri della santissima “trinità”. (Sia lodato Gesù Cristo, oggi e sempre sia lodato.)

Sono seguite le domande di rito sul quando, dove e da quanto, saltando per ovvie ragioni il come e perché.

Ora ello è andato a riprendere il suo cane parcheggiato, in quest’ultimo periodo, a casa di un amico. Tornerà o sarò sedotta, abbandonata e gravida solitaria (fu passera)?

Intanto si discute se domani sera valga o meno la pena di ufficializzare il misfatto davanti al parentame serpeggiante.

Ma per domani c’è ancora oggi.

Troppe emozioni tutte insieme. Un tempo avrei detto “Vado a farmi una birra”. Ora dico “Acaro asessuato, pinne fucile ed occhiali: si va a fare un bagno caldo. …La preferisci rossa o bionda doppio malto?! Rossa, vero? Bravo, tutto mamma  sua!”.

 

 



* “Per tutti i Santi e Sant’ Oronzo in testa, che stai dicendo? Non c’è nulla da scherzare su queste cose!”

 
 
 
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