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Un blog creato da sara_1971 il 13/07/2007

S_CAROGNE

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Sara

 

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Vecchio Paz

Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera Via Crucis con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole d'amore...

 

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Diario di una gravida

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Una gravida al mare

Post n°290 pubblicato il 08 Maggio 2008 da delilah79


Sole tiepido e incoraggiante. Perché non abbandonare pensieri e doveri e passare una mezza giornata a mare? Si decide, si fa.

Alle 12 mi passa a prendere l’amico fidato con la nota panda verde. Prima fermata al market. Lui due birre e un panino, io due panini e un tristissimo succo mela-kiwi(che poi, a ben guardare, tra coloranti, conservanti, addensanti e “l’anima della mamma loro”, del kiwi al massimo ci rimane il pelo…). Si riparte. Una leggera brezza primaverile (maestrale forza 18, scopriremo poi) ci accompagna nel tragitto facendo sbandare l’auto dalla carrozzeria che non si può certo definire rinforzata. Impavidi sfidiamo Eolo, nonché i residui della mia faringite semestrale.

Arrivo alle 12.45 . Scendiamo dalla macchina: I coniugi Fantozzi. Carichi come se dovessimo passare in spiaggia una settimana. Lui (bandana da paninaro demodè, costume fluorescente sotto bermuda vita bassa e infradito consumato) porta seco ombrellone - non sia mai che la gravida si bruci- , pesante sacca bibite, borsa mare stracolma d’ogni avanzo d’estate passata. Io, la Pina gravida, sono addetta al trasporto di stereo, cd e alimenti solidi.

Tempo cinque passi dall’auto e un branco di cani, richiamati dal rumore della busta di plastica con i panini inizia a seguirci. Allunghiamo il percorso, improvvisiamo serpentine, tunnel, gincane, ma non c’è verso di seminarli. Il mio amico, da sempre terrorizzato dai cani, tiene malamente a bada i suoi attacchi d’ansia aprendo la prima birra. Io gastimo allegramente.

L’entrata in spiaggia è trionfale! Zigzaghiamo trai bagnanti come una splendida coppia di punkabbestia nostrani.

Il Ragionier Ugo sceglie in base al vento il posto più riparato (eufemismo. Si legga “meno soggetto alla bufera”), così riparato che per arrivare al mare sarebbe più pratico prendere un bus. Monta l’ombrellone. Come due adolescenti saltellanti sulla sabbia, ci dirigiamo verso l’acqua curiosi di  testarne la temperatura. Arrivati alla battigia ci rendiamo conto che l’ombrellone, indemoniato, semina terrore per la spiaggia roteando qua e là in un’improvvisata pizzica on the beach. Continuo a gastimare allegramente mentre faccio precipitosamente il percorso a ritroso (per quanto precipitosa possa essere una gravida al settimo mese e oltre). E già mi vedo in un’aula di tribunale accusata di omicidio colposo. Niente ombra per la gravida; pazienza, in fondo, il sole non è poi così forte, m’illudo. Riproviamo ad andare verso l’acqua. Lo zaino, incustodito, è oggetto di un repentino ratto dei panini da parte di uno dei cani che ci hanno seguito sulla spiaggia. Impotente vedo il mio pranzo al sacco sparire tra le fauci della bestia. Il Ragionier Ugo per la disperazione apre la seconda birra. La Pina si attacca a canna al succo mela/kiwi.

Lo stereo manda una stonata Scivola vai via di Capossela. (Le pile si scaricheranno di lì a poco.)

Testardi rimaniamo in spiaggia fino alle 17 quando LA nuvola (immancabile) copre il sole e, dopo un principio di assideramento, ci fa percepire che abbiamo goduto abbastanza del mare e possiamo tornare a casa.

Bilancio di una giornata in spiaggia:

-          Tossisco ancora sabbia e non defeco perle;

-          Il vento ha peggiorato la faringite e riacceso un’otite mal curata;

-          Volevo farti provare “il brivido dell’acqua di mare”, ma dopo il secondo tentativo ho desistito (Proverò a lanciarti direttamente quando nasci. Dicono sia il metodo migliore per insegnare ad un bambino a nuotare. Se anneghi manifesterò lieve cordoglio) ;

-          Faccio bene a preferire i gatti ai cani.

-          Il poco sole che ho preso è bastato a farmi scottare.

 

Morale: E’bello stare chiusi in casa a lavorare di domenica.

 

Ventinovesima settimana.

 
 
 
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