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S_CAROGNE

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Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera Via Crucis con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole d'amore...

 

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La cena dei cretini*

Post n°451 pubblicato il 12 Gennaio 2009 da sara_1971

Sara, casomai non l’aveste ancora capito, non è il genere di donna che fa della fatica casalinga una ragione di vita, ma nel caso in cui abbia ospiti a cena è subito pronta a rispolverare il suo talento di alacre massaia. Nella fattispecie gli ospiti sono rappresentati da La Simo e il suo nuovo Parassita Copulatore raccattato tra i giardini fioriti di Parchitello (tu guarda un po’). L’organizzazione dell’evento viene studiata fin nei minimi particolari: Jay viene garbatamente inviato a recarsi al supermercato per la spesa con in mano i soldi rigorosamente contati, Geghe è costretto a sgombrare l’ingresso asportando 3 brandine puzzolenti e un numero imprecisato di scarpe (di cui a volte può essere difficile rintracciare il legittimo proprietario), nel mentre la regina della casa, Sara, si insedia in cucina con la ferrea intenzione di preparare, udite udite, un dolce. Suggerimento culinario: preriscaldate il forno a 180° (se l'avete, da queste parti non diamo mai nulla di scontato), preparate con amore e dedizione l’impasto e versatelo nella teglia. A questo punto lasciate perdere tutto e andate a farvi un bel giro con i cani ed una  telefonata fiume con la nuova vittima raccattata su Internet (prossima puntata). Al ritorno la prova-stuzzicadenti non sarà in grado di determinare lo stato del nucleo della massa  radioattiva che brilla nel forno e si renderà necessario il carbonio 14. Al rimpatrio di Jay, che negli ultimi mesi si è trasformato nella versione scandinava di Bob Marley - cannone incluso -  i cani vengono sedati (a stampate) e chiusi in bagno. Con orrore si scoprirà la dimenticanza di generi alimentari fondamentali quali pasta ed olio che lo chef (Geghe) penserà bene di sostituire con lenticchie e strutto per preparare una cena davvero leggera ed afrodisiaca. Alle 21.30 la padrona di casa apre la porta ai suoi ospiti avvolta in un aroma di cavolo bollito n.5, tipico delle cucine scalcagnate, e fa accomodare la combriccola che comprende, oltre i succitati, anche un anziano munito di catetere e dentiera conosciuto nelle passeggiate rituali con cani al seguito e prontamente invitato. Ora. Avete presente quel disprezzo primordiale che può nascere solo tra persone che d’istinto odiano nell’altro la parte nascosta di se stessi? Ecco, giusto per farvi fare un’idea della garbata antipatia immediata tra Sara ed il Parassita Copulatore, che si presenta con un orribile e gigantesco peluche a forma di orso in una mano e un costosissimo vino nell’altra. Davvero molto Richard Gere.

Sara (simpaticona): No martini?

Parassita Copulatore (incapace di cogliere): No, è un SanRocco, cabernet sauvignon del 2000. Del feudo dei Principi di Butera.

Sara (spiritosissima): “Capisco. Hai trovato un posto qui vicino per ormeggiare il meraviglioso panfilo con accessori in oro zecchino e interni in radica?”

La Simo (previdente): Smettila.

Saper comunicare con umani che non abitano nel suo stesso quartiere residenziale per un Parchitelliano può essere davvero difficile ma ciò nonostante la conversazione al tavolo procede leggiadra.

Parassita Copulatore (rivolto a Geghe): E tu che fai nella vita?

Geghe: Sono un artista.

Parassita Copulatore: Interessante. Di cosa ti occupi?

Geghe (serio): Faccio le collane con le perline e i bottoni.

Parassita Copulatore: Capisco. (Due minuti di silenzioso raccoglimento). Ma i cani abbaiano sempre così?

Sara (Simpaticona): “Credo abbiano sentito la presenza in casa dell'orso. Il peluche intendo”.

Sara serve agli ospiti una improbabile mistura che inspiegabilmente schizza sul soffitto e su una fila di piastrelle. Non si sa come viene centrato anche lo specchio, ma non fa nulla, tanto la magione verrà presto ridipinta (tipo tra una decina di anni). Le pietanze, comunque, si rivelano subito ottime per una dieta, meno per una serata mondana.

In definitiva l’unico a mangiare è l’invitato anziano, forse perché ormai completamente sprovvisto delle papille gustative complice la completa dipartita dei denti, cosa che dona alla sua figura una inquietante aria da finto storpio che chiede la carità nei giorni di mercato.

Sebbene il concetto di igiene in casa_1971 sia piuttosto elastico non contempla la presenza sul tavolo una gatta neo-tripode fresca fresca di amputazione perciò la stessa viene allontanata giusto un attimo prima che gli assisi al desco diventino preda di conati che solo un bambino con l’acetone potrebbe avere avuto modo di sperimentare.

Parassita Copulatore: Certo, Simona mi aveva avvertita ma davvero non credevo…

Sara (interrompendolo): Di cosa ti avrebbe avvertito di grazia?

Parassita Copulatore (Voce forzatamente allegra): No del fatto che… (la frase non verrà mai terminata a causa di un’occhiataccia de La Simo).

Ridendo e scherzando il Parassita Copulatore scopre che non solo uno degli invitati  ha l’epatite ma soprattutto che il contagio  avviene  attraverso lo scambio di saliva, e diventa improvvisamente meno mattacchione e ridanciano.

Con la voce forzatamente allegra a fine pasto chiede che il Baileys gli venga servito in un bicchiere di plastica. Perché il sapore è migliore. Questa la pessima giustificazione. Richiesta alla quale Sara accondiscende volentieri in vista di una pila di piatti da lavare (un'altra cosa che mi fa male, è vedere come io stia lentamente cominciando a ragionare da anziana).

Che bello: serate così in casa_1971 non se ne vedevano da tempo.

*Dotta citazione cinematografica

 
 
 
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