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Un blog creato da sara_1971 il 13/07/2007

S_CAROGNE

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Vecchio Paz

Esistono persone al mondo, poche per fortuna, che credono di poter barattare una intera Via Crucis con una semplice stretta di mano, o una visita ad un museo, e che si approfittano della vostra confusione per passare un colpo di spugna su un milione di frasi, e miliardi di parole d'amore...

 

Cuor di Carogna

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Diario di una gravida

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Tutto ha un prezzo.

Post n°701 pubblicato il 18 Ottobre 2010 da delilah79

(Ed il mio, in tempo di crisi, oscilla considerevolmente.)
Si sa, ed è vero com’è vero che al giorno segue la notte, che se una telefonata deve arrivare, arriverà, con decenza parlando, quando si è al cesso, oppure quando si pranza.
E così accade che giorni fa squilla il telefono. Eliminerò l’ipotesi più scomoda, dichiarando subito che ero intenta ad addentare un piatticello di orecchiette al sugo fresco al basilico e grattatina di ricotta stagionata, nell’unica pausa pranzo della quale godevo dopo non so quanti mesi.
-Pronto?
-Pronto, Signora? Sono Giulia, operatrice 1579, la chiamo per un’indagine. Ha qualche minuto per me?
-(Signora a chi??? A tua nonna, forse! Rompipalle dell’ora di pranzo!)
-NO, non ho minuti.
-Forse le farebbe piacere sapere che se mi dedicherà un po’ del suo tempo prezioso, avrà in regalo un set di tre valigie marca ***** (ometto non per pubblicità, ma per dimenticanza, so però che il nome mi gustava!) che le regala la nostra agenzia per (r)ingraziarla della collaborazione.
-Ho tempo!
-Perfetto. Il suo nominativo è stato selezionato tra coloro che hanno comprato il n°40 della rivista ………… (vorrei evitare citazioni in giudizio per sarettalamerda) . . Vorremmo avere da lei dei semplici giudizi in merito ad alcuni articoli che adesso le citerò.
-No, scusi, ci deve essere un errore. L’unico giornale che compro è Il Manifesto, pertanto, dubito di poter essere stata selezionata.
-Suvvia, Signora! Pensi alle valigie.
-(Questa è scema. Ma io penso alle valigie.)
-Iniziamo: Cosa ne pensa dell’articolo “Colpo di fulmine. Toccami!”? Le è piaciuto: per nulla, poco, molto, moltissimo.
-Moltissimo.
-Che bello! E cosa mi dice di “Tutte le griffe in una borsetta”? Per nulla, poco, molto, moltissimo.
-Poco.
-Mmmm… Mi dispiace!
-Sono rammaricata dal suo dispiacere.
-Che simpatica!
-[…]
-Continuiamo! Un articolo del giornale era l’originale, “Vai col tanga!”. Qual è il suo giudizio? Le è piaciuto? Usi sempre gli stessi parametri.
-Moltissimo.
-E cosa mi dice di “Very voluttuosa”? Se ho capito bene com’è fatta, credo di poter mettere moltissimo, vero?
-La prego, deve.
-!!!
-…
-Andiamo avanti, siamo all’articolo “Non provarci con me”, cosa ne pensa?
-Non mi è piaciuto molto. Giudicherei con un “poco”.
-Sa, non dovrei permettermi, ma sono proprio d’accordo con lei. Perché mai non dare una chance, giusto?
-Sottoscrivo.
-Senta, cosa ne pensa delle ultime scelte di Bianca Brandolini D’Adda?
-E chi minchia è Bianca Brandolini D’Adda?
-Ma come? Ahi-ahi-ahi… non ha letto l’articolo, vero?
-Purtroppo mi ha scoperto. 
-L’aiuto! B. B. D’Adda è la fidanzata di Lapo Elkann, nonché sua cugina di secondo grado! Ha presente gli Agnelli? Cosa ne pensa?
-Penso che quando serve Sarkosy non c’è mai…
-Prego?
-No, nulla. 
-Bene, Signora, siamo quasi alla fine, la valigie si avvicinano.
-(Sono Signorina!)
-Adesso le leggerò alcune affermazioni e dovrebbe dirmi se per lei sono vere o false. D’accordo? Allora: “Metto sempre un po’ di profumo prima di uscire”, vero o falso?
-V e r i s s i m o.
-Come il programma della Toffanin, com’è simpatica! Me ne capitassero interviste come la sua!
-[…]-“Il parrucchiere è il mio appuntamento fisso”.
-Vero.
-“Vorrei ricorrere al bisturi per migliorare il mio aspetto”…
-Più che altro, talvolta vorrei avere in mano un bisturi per lavorare sull’aspetto altrui.
-E’ un “vero”?
-… Ovvio.
-“Non ne posso più di fare la donna di casa”!
-Sapesse quanto è VERO! Una seccatura.
-Bene, Signora, stiamo quasi per chiudere, nel ringraziarla della sua cortesia e prima di chiederle i dati personali per poterle spedire le valigie avrei l’ultima domanda che ci consente di farci un’idea delle nostre donnissime! Come passa solitamente la sua giornata? Mi risponda pure sinteticamente.
-Ma, guardi, mi sveglio la mattina very voluttuosa e, stanca di fare la donna di casa, esco per l’appuntamento fisso con il mio parrucchiere. Ovviamente, dal parrucchiere ci vado col tanga e prima di uscire metto sempre un po’ di profumo, altrimenti mi sento nuda, come Marilyn, ha presente? Per spostarmi prendo l’autobus. Ho sentito che tra i vip va di moda perché è più ecologico e poi, chissà che non lo faccia anche Bianca Brandolini D’Adda! Nel bus, ogni giorno, spero di incontrare il mio colpo di fulmine a cui poter dire con gli occhi: toccami! Così da rivivere le infuocate scene del film con Claudia Koll, ha presente? Ma forse lei è troppo giovane! Io, da Signora di una certa età, posso ricordare…
Certo, dovrei comunque mantenere la mia serietà, per cui, se il mio colpo di fulmine fosse troppo insistente gli direi schietto: Non provarci con me, stupidino! Se non capisce, gli tiro secco la borsetta in faccia e se le lezioni di auto-difesa non danno frutto, se non altro non farò brutta figura con tutte le griffe nella/della borsetta, non trova? Infine, dopo essere arrivata dal parrucchiere e dopo che lui - appuntamento fisso - smette di giocare con il mio tanga, gli direi che voglio ricorrere al bisturi per migliorare il mio aspetto e che, dati tutti i nostri incontri, tagli, tinte e pieghe, potrebbe aiutarmi con le spese.
Ecco, vede, Giulia, operatrice 1579, è a questo punto che mi serviranno le vostre maledettissime valigie!
-[…] La ringrazio, Signora. A risentirla.
-SONO SIGNORINA! A mai più! (E se non mi mandate le valigie vi denuncio!).
Le orecchiette le ho riscaldate per cena.

 
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uochi ok 1° commento il 20/10/10 alle 18:41 via WEB
Permettendomi artifici spontanei. Un amico si presenta a casa mia alle quindici e trenta. Porta con sé la sua ragazza. Il campanello suona: io apro, loro entrano. Si accontentano di succo di frutta e biscotti. A volte mi capitano dei pomeriggi vuoti, che occuperei guardando cartoni animati, giocando con i videogiochi. A volte questi pomeriggi vengono solcati dai volti noti. Seduti al tavolo, io, un mio amico, una ragazza, un aggettivo possessivo: sua. Lei è zitta. Seguo la conversazione con gli occhi. Io mi chiedo cosa lei stia pensando. Il suo ragazzo mi chiede di tenerla d’occhio per qualche ora fino al suo ritorno: deve andare in qualche posto, vuole disfarsi ad ogni costo di questa occhi da cerbiatto. Io accetto. L’amico mi saluta, esce, chiude uno sportello, consapevole del fatto che, fidandosi del sottoscritto, ha vinto un viaggio di qualche ora, lontano da una persona con cui non parla tanto. E siamo qui: mi giro e la osservo. Il suo sguardo è vuoto come il mu, in questa casa non abbiamo la TV, e questa tipa straripa di una voglia matta di avere un dialogo, di aprire la bocca. Lo capisco dal fatto che finora è stata zitta. Io non sono un vero uomo, sono un parcheggio, dove gli uomini si fidano a lasciare le loro donne in macchina ad aspettare. Ed io non sono un parcheggio, sono una scavatrice. Schiaccio le vostre auto vuote, pulite. Scarico lavastoviglie tra il volante e il parabrezza. Ti piace questo mio modo di fare? Io ti sfondo la Golf in modo irreparabile, poi mi prendo la tua colf sessuale, e ci mettiamo a parlare fino a che non si riempie. Il cerbiatto di cui sopra non si distingue. Non arriva ai ventiquattro o ai venticinque. Storia dell’arte, comunicazione, oppure lingue. Io dico: bene, adesso il tuo ragazzo si è dileguato nel niente, lui adesso non c’è, giochiamo alle signorine che prendono il tè? “Cosa intendi?” Voglio dire che nella mia testa c’è un interruttore che quando voglio bypassa a comando ogni interesse di natura sessuale. “Ma così diventi gay!” Ma così diventi stupidina! La persona omosessuale è un’invenzione cattolica, che inscatolava dei comportamenti normali per gli esseri umani, per poter dare un’identità al male e arrostire dei poveri cristi, che oggi chiedono diritti come tutti, e che spesso fomentano i dualismi. Al posto di distruggere dei generi, ne creano di sempre più fissi. Nuovi stili nei sessismi. È per integrarsi tra i generi diversi che io spengo i miei interessi imposti e mi concentro sugli individualismi. Mi individui? Voglio solo tu capisca che non sto cercando di provarci. “Sì ma non c’era bisogno di farmi questo discorso!” Ammetto che forse la mia spiegazione è un eccesso di zelo, che mi rende più ambiguo, e tu capisci di meno, ma ne ho bisogno, perché io cerco di tenere esposto quello che gli esseri umani di solito tengono dentro e nascosto. “Mi piace, ho capito. Premi quel pulsante, spegni gli interessi con un dito. Per qualche motivo adesso mi fido, anche se sembri costruito. Ora sono serena.” Molto bene. Ora possiamo andare insieme a spaccarci di tè e paste alla crema fino alle sei di sera. Così mi spieghi quello che non capisco del tuo ragazzo, che è mio amico. Divertimento uguale merenda, amiche, discorsi sull’amore. A volte invento aneddoti falsi come questo in cui l’ascoltatore possa calarsi, per spiegargli dei fatti di cui non potrebbe capacitarsi. È questo il mio cyberpunk! In un futuro presente senza passato, senza nemmeno una macchina volante, o un espediente narrativo che possa buttarti nel mondo nuovo di Aldous Huxley. Io sono qui che m’impegno, non per affermarmi, ma per avvisarti che ci sono umani diversi da quelli che puoi trovare informandoti. Sbiadisco l’immagine di me stesso e del cerbiatto che mangiamo dolci dallo stesso piatto. Rimango solo io che parlo, quasi contento, con questi suoni intorno, sopra, sotto. Nessun canone, nessun contesto. Questa non è musica, è un artifizio spontaneo di qualcuno che vede oltre l’umano. Piano piano arreda il vuoto. “Ma il vuoto non lo puoi arredare!” Dai, cerbiatto, fammi dire le mie stronzate da mago!
 
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