Ambizioso Per L’Europa

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“Un Traguardo Climatico 2030 Più
Ambizioso Per L’Europa”,
Le Audizioni Sulla Proposta Di Risoluzione
Nella Seduta Congiunta
Delle Commissioni VI, IV E V –
Corriere Salentino Lecce

Una proposta di risoluzione della Comunità europea al centro della consultazione che si è svolta nella seduta congiunta delle Commissioni VI, IV e V, presieduta da Francesco Paolicelli.
In particolare tale proposta segue la valutazione d’impatto che completa la Comunicazione della Commissione del 17 settembre 2020 intitolata “Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l’Europa”, con cui si propone di innalzare l’ambizione dell’UE e di presentare un piano globale per aumentare l’obiettivo vincolante dell’Unione europea per il 2030 ad una riduzione netta delle emissioni pari al 55 per cento.
Tale comunicazione propone di andare verso un contributo più stringente da parte del settore LULUCF e, come ulteriore passo, di combinare le emissioni di gas a effetto serra diversi dalla CO2 derivanti dall’agricoltura con il settore LULUCF, creando così un nuovo settore regolamentato del suolo (che contempli le emissioni e gli assorbimenti generati da agricoltura, silvicoltura e altri usi del suolo). Ciò può promuovere sinergie tra le azioni di mitigazione incentrate sul suolo e consente processi di definizione e attuazione delle politiche più integrati a livello nazionale e di Unione. Dall’analisi alla base di tale comunicazione emerge che il settore del suolo potrebbe diventare climaticamente neutro entro il 2035 circa, con efficienza di costo, e successivamente generare più assorbimenti di CO2 che emissioni di gas a effetto serra.
Pertanto, il Consiglio europeo ha approvato il nuovo obiettivo vincolante dell’UE per il 2030 ed ha inoltre invitato la Commissione a valutare in che modo tutti i settori economici possano contribuire al meglio all’obiettivo 2030 e a presentare le proposte necessarie, accompagnate da un esame approfondito dell’impatto ambientale, economico e sociale a livello degli Stati membri, tenendo conto dei piani nazionali per l’energia e il clima e rivedendo i meccanismi di flessibilità esistenti.
Si è quindi proceduto all’ascolto, nelle Commissioni consiliari competenti, dei contributi derivanti dai principali stakeholder e degli organismi scientifici e di ricerca presenti sul territorio, per poter
valutare attentamente le ricadute che si potranno avere sul territorio regionale, tanto in termini ambientali, quanto in termini di produzione e sviluppo.
Gli obiettivi della proposta sono stati considerati pienamente condivisibili dai soggetti intervenuti ai lavori odierni. Ad iniziare da Vito Felice Uricchio, responsabile scientifico IRSA, che ha evidenziato l’importante ruolo della Regione nell’adottare misure ad ok per l’assorbimento della CO2, per proseguire con Marcello Mastrorilli, direttore del Centro ricerca CREA, secondo cui le aziende e gli studi sono pronti per un’agricoltura ecocompatibile ma manca la formazione nel settore agricoltura. Da qui la richiesta di rifondare l’assistenza tecnica agli agricoltori e l’adozione di strumenti adeguati per il monitoraggio, utili alla diminuzione delle emissioni.
Nicola Colonna, ricercatore senior ENEA, ha fatto riferimento ai sistemi per la sostenibilità, la qualità e la sicurezza delle produzioni agroindustriali e dei processi innovativi biotecnologici.
Per Nicola Danza, vice presidente de La Nuova Energia, l’opportunità di difendere la fertilità dei suoli attraverso la digestione anaerobica derivante da effluenti zootecnici, biomasse vegetali, sottoprodotti di origine animale, in un’ottica di economia circolare, di conservazione dei terreni.
Giuseppe Bratta, presidente del distretto produttivo pugliese La Nuova Energia, fondamentale è la qualità della transizione energetica e lo sviluppo sostenibile con le agro energie.
Massima disponibilità a collaborare con la Regione è giunta da Francesco Gentile, professore ordinario di idraulica dell’Università di Bari, evidenziando che fondamentale sarà la valutazione del risvolto economico dell’applicazione del Regolamento, il monitoraggio del suolo e le categorie di uso del suolo, la difesa del patrimonio boschivo, il rimboschimento e la forestazione. Tutti interventi utili per la definizione di città green, che diano salute all’individuo e migliore qualità dell’aria.
La proposta di risoluzione tornerà per l’esame in sede deliberante nella VI Commissione consiliare ed in sede consultiva nelle Commissioni IV e V.

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