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Intervista ad Alessia Mainardi

Post n°1145 pubblicato il 09 Dicembre 2008 da imp.bianco
 

Ciao Alessia, sei una famosa cosplayers nota come Ryuki e da poco hai pubblicato il tuo primo libro “Avelion – La Figlia dell'Acqua”, per prima cosa presentati ai lettori di Uncanny X-Men!
Beh... sono Alessia, ho da poco compiuto 24 anni, e come si può capire da quello che ritengo il mio 'lavoro' ovvero la scrittura, e il mio hobby prediletto, ovvero il Cosplay, sono una persona che non riesce a vivere troppo a lungo con i piedi per terra. Diciamo che sono una sognatrice professionista!
Quando è iniziata la passione per la scrittura? Quando hai iniziato a pensare “voglio fare la scrittrice”?
In una sera solitaria dei miei 12 anni ho preso in mano la mia adorata macchina da scrivere 'Lettera 35', tanto vecchia e dai tasti duri che più che pigiarli bisognava prenderli a pugni, e davanti ad un foglio ho cominciato a mettere su carta parte di tutte quelle storie fantastiche che mi girano nella testa da quando ho memoria e che già a 3 anni raccontavo io come favole a mia nonna. Fare la scittrice è un desiderio che ho sempre avuto, ma che tenevo 'sotto sotto', perchè ero la prima a non credere di avere talento e costanza sufficienti per trasformare il desiderio in realtà.
C'è qualcuno che ti ha fatto da mentore, da maestro, durante il tuo percorso artistico?
In realtà no, ho fatto leggere i miei primi scritti alla mia professoressa di italiano nei primi anni di liceo per avere un 'parere professionale', e uso spudoratamente parenti e amici come 'critici e lettori campione', ma un mentore vero e proprio non l'ho mai avuto.
Ascolti la musica quando scrivi? Ti ispira?
Sempre. Senza musica non riuscirei a mettere in fila nemmeno due parole. E' psicologico, ma solo con il sottofondo giusto riesco a fare ordine nei miei pensieri. Ovviamente, però, uso solo colonne sonore o 'musica strumentale' preferibilmente celtica, perchè le parole delle canzoni mi distraggono laddove la 'colonna sonora' adatta mi suggerisce le giuste immagini e mi da ritmo.
Personalmente la divisione in sottogeneri del fantasy non mi piace molto (es. urban fantasy, high fantasy, dark fantasy, fantasy storico, ecc...). Secondo te questa divisione in sottogeneri ha una qualche utilità e validità? E il tuo libro a quale “genere” appartiene?
E' come voler mettere ordine al Caos! Mi spiego meglio: il genere fantasy come dice il suo nome si basa sulla fantasia, il regno dell'immaginario e immaginifico che non conosce limiti o barriere, il tentare di incasellarlo e suddividerlo se non del tutto impossibile risulta quantomeno arduo e comunque poco chiaro. Per esempio parlando del mio 'Avelion' posso dire che non rientra in nessuno dei sottogeneri citati, ma dire invece quale sia il suo, davvero non mi riesce.
Hai seguito la discussione che ha imperversato mesi fa nel web sul baby boom fantasy italiano e sui giovani scrittori come Chiara Strazzulla? Cosa pensi di questo “baby boom”?
Penso che sicuramente sia normale che molti teenager, dato il boom di libri di genere, in questi ultimi anni si sia trovato incentivato nello scrivere fantasy piuttosto che altri generi che difficilmente colpisco una fascia d'età medio/giovane. Il talento è da premiare a qualunque età, in fondo Mozart faceva concerti già a 5 anni, ma è bene ricordarsi che di Mozart finora ce n'è stato solo uno e l'età non deve essere il criterio con cui si valuta un qualunque scritto, questo già a partire da chi decide o meno la sua pubblicazione. Creare 'sensazione' per destare interesse va bene, ma senza solide basi dietro il tutto si riduce ad un imbarazzante 'nulla di fatto'.
Come sei riuscita a pubblicare il tuo libro?
Volendolo. Ho trovato una casa editrice 'on-demand' vicino a dove abito in cui sono andata personalmente a prendere accordi: loro hanno impaginato, stampato e provveduto a fornire tutti i codici per rispettare le normative legali, quindi ho pagato il totale dei libri stampati e mi sono stati consegnati. Mi sono auto-prodotta insomma. Per quel che riguarda la distribuzione e vendita ora dipende solo da me, ma così anche i diritti e ogni genere di decisione su tutta la mia opera rimangono totalmente in mano mia.
Scrivi fantasy quindi la domanda sorge spontanea, quali sono gli autori fantasy che preferisci? Con quale autore hai iniziato a leggere fantasy?
J.R.R. Tolkien volendo essere banali. Ho letto 'Lo hobbit' da bambina e adorato il 'Silmarillion' da adulta, è quello che ha ispirato la parte dei miei 'Codici'. Per il resto anche se leggo con piacere l'italiana Licia Troisi e ho iniziato su consiglio di un'amico R.R. Martin, per lo più prediligo il genere più prettamente fantastico degli strafamosi 'Harry Potter' o 'La Bussola D'oro' o più semplicemente i libri che raccolgono le fiabe celtiche e irlandesi che sono la vera e propria culla del fantasy di qualunque tipo.
Quanto ha influenzato il tuo essere cosplayer nella stesura del libro?
Pochissimo, al massimo ha influenzato la mia scelta sulla tipologia di abbigliamento dei vari personaggi, che ho cercato di creare ben precisa e riconoscibile in modo da facilitare chi prossimamente volesse vestire i panni dando 'vita reale' a qualcuno dei miei personaggi. Una cosa che mi farebbe sicuramente piacere.
Molti personaggi del libro per esempio Moran e Erima, sono chiaramente ispirati a persone che conosci realmente, come mai questa scelta?
Perché lo trovo il modo migliore per dare un 'cuore' ai miei personaggi. Pensarli comparandoli a persone che conosco da anni mi facilita nel descrivere la loro psicologia e le reazioni tutte diverse che hanno in determinate situazioni, perchè riesco a immaginare bene cosa farebbero i miei amici. Li rende più vividi, reali e spero credibili anche per il lettore.
Quanto di Alessia Mainardi c'è in Riel?
Tutto e niente. Riel è una parte di me e le posso somigliare in alcuni modi di fare e condividere i suoi problemi nel 'muoversi sulla terra', ma è solo una minima parte di me, così come lo è Dreman, Drevanna, Narse, Loki, Itany e ogni singolo personaggio che appare nei miei libri e che non ho basato su qualcuno che realmente conosco. Come miei personaggi, in modo diverso, ognuno di loro è una sfaccettatura della mia immaginazione e quindi di me stessa.
Selema, la sarta di corte, ha un ruolo molto importante nel libro ed è un personaggio che riserva parecchie sorprese... cosa ci dici di lei? Ci puoi svelare quali sono i tuoi piani per questo personaggio?
Bisognerebbe chiederlo direttamente a lei! Selema è uno di quei personaggi che fa tutto da sola e che non risponde a schemi o piani da me studiati prima a tavolino, per cui posso solo dire che vista la sua natura sicuramente riserverà ancora molte sorprese... a me per prima, temo!
Loki, lo gnomo è uno dei personaggi che più rimangono impressi, un caro amico di Riel. Come mai hai dato ad un personaggio così positivo il nome del Dio della Menzogna di Asgard?
Perchè anche il mio Loki non è esattamente quello che sembra, non mente, ma diciamo che ancora non ha svelato chi sia realmente.
I protagonisti del libro hanno una caratteristica che li accomuna, sono tutti dei “diversi” che mal si integrano con il resto delle persone. Si potrebbe ben dire che Avelion è un libro sulla diversità?
Sì, vuole essere proprio questo. Un fantasy un po' "diverso" dal solito, in molteplici aspetti, ma che proprio per questo possa far trovare dei punti di contatto ai più.
Oltre ai quattro elementi “classici”, fuoco, aria, terra e acqua, nel tuo libro hai aggiunto anche il metallo, ci spieghi perché?
Per varie ragioni, ma la principale è che mi serviva un elemento che richiamasse immediatamente l'aspetto 'industrioso' e 'tecnologico', insomma il lato più materiale e meno 'naturale' dell'animo, così come anche qualcosa che richiamasse l'amore per le armi e quindi battaglie e guerre, il metallo era la scelta giusta facendo anche parte della rosa dei cinque elementi orientali. E' diventato un matrimonio 'elementale' tra oriente e occidente.
Che tipo di magia è presente nel tuo libro? C'è una magia nera, proibita come per esempio nelle Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi?
No, la Magia è magia e basta. Bianco e nero sono una distinzione che usa chi tende troppo a semplicare. La magia è solo un mezzo e come tale è l'intento di chi la usa a farla diventare a seconda buona, cattiva o anche solamente neutra.
A che punto è il sequel del libro? Ci puoi anticipare qualcosa?
E' solo ai primi capitoli, ma è decisamente molto più 'maschile' e movimentato rispetto al primo essendo per lo più basato su Dreman e su una rosa di personaggi maschili del tutto inediti e molto importanti. Insomma il 'Figlio del Fuoco' sarà lo Yang dove la 'Figlia dell'Acqua' è l'Yin, perfettamente complementari, o almeno è così che cercherò di costruirlo.
Ed ora ecco il momento più atteso di queste mie interviste agli scrittori, ecco tre domande che non saranno poste da me, ma bensì dai personaggi dei miei racconti. Immaginiamo di stare seduti al sole nel giardino di casa tua, Alessia, io ti sto intervistando con un piccolo registratore, di quelli portatili che usano i giornalisti. Quando io ti ho fatto l'ultima domanda e tu hai risposto, all'improvviso, si materializza davanti a noi un turbine di sabbia rossiccia che si va addensando fino ad assumere le fattezze di Anubis, il Dio della Morte dell'Antico Egitto. E' esattamente come nei geroglifici, faccia da sciacallo con la peluria marroncina, un corpo atletico e senza un filo di grasso, indossa solamente un gonnellino di seta azzurro.
“Sono Anubis, Conciliere del Concilio Superiore delle Dimensioni, nonché Consigliere di Impero” dice stringendoti freddamente la mano “Sono qui per farle una domanda, così come era stato pattuito in precedenza. Sono uno scienziato, un dottore, probabilmente il miglior medico che esista su questo pianeta insieme ad Asclepio. Ho riconosciuto immediatamente i segni della malattia di cui è affetta, anche se devo ammettere, sapevo già delle sue condizioni. La domanda che vorrei farle, dopo aver letto il suo libro, è questa: quanto ha influito la sua malattia, l'Atassia di Friedreich, nella stesura di Avelion – La Figlia dell'Acqua?”
Molto, e su vari fronti. Il primo è senz'altro che se non fossi malata e quindi non svolgessi una vita sedentaria spesso davanti al pc, senza un lavoro e senza aver continuato gli studi magari in un'università, sicuramente non avrei trovato il modo e soprattutto il tempo sufficiente per ideare, scrivere, pubblicare e cominciare a promuovere "Avelion" in un solo anno. La seconda ragione è legata all'idea che la caratterizzazione elementale in "Avelion" dia determinati vantaggi e svantaggi a seconda del proprio elemento dominante: io, proprio come Riel, sulla terra ho notevolissime difficoltà di movimento che, però, si annullano completamente quando sono in acqua, anzi nuoto meglio di moltissimi miei conoscenti e sono stata un'agonista di nuoto. Quindi l'idea che la mia malattia non sia appunto un male, e un limite ma solo l'espressione del fatto che non sono nell'elemento che più mi è congeniale, ha dato vita a Riel e a tutte le leggi che regolano "Avelion".
Senza dire altre parole, la divinità scompare in un turbine di sabbia così come era venuto. Subito dopo tra fiamme, lapilli e puzza di zolfo emerge dal sottosuolo Mad Dog. Il Demone Ribelle è alto circa due metri e mezzo e largo quanto un armadio quattro ante, ha la pelle fatta di piccole scaglie d'osso scarlatte, le corna ricurve nere, tozze ali membranose, occhi piccoli e gialli simili a quelli dei felini e una faccia lunga e stretta. Nella mano destra regge un cosciotto di carne mezzo crudo gocciolante di grasso.
“E così tu saresti la squinzia mezza strega con i capelli rossi che fa cosplay.” dice il demone strappando e ingoiando un pezzo di carne dal cosciotto. La sua voce è gutturale e profonda, sembra provenire da un vulcano. “Sai mi avevano detto di non venire perchè avrei potuto farti domande scomode” e mi indica con sguardo malizioso “ma odio quando mi danno degli ordini! MUAHAHHAHAHHAHAHAHAHHAHAHH E' tempo della mia domanda! Allora chi ti piace in questo momento? Sai come intendo... MUAHAHAHHAHAHAHAHHAH!!”
“Dovresti domandargli del libro...” gli dico abbastanza irritato.
“Quale libro?” chiede sorpreso Mad Dog.
“Avelion – La Figlia dell'Acqua!” rispondo io ancora più arrabbiato.
“Ah si ricordo quel libro dove c'è quella tizia acquatica... Acquagirl... giusto? E' il libro dove non c'è la mia cara Nihal e dove non ci sono, soprattutto, io! Il demone più sexy e prestante che esista???? Non ci sono parole! Però.. devo dire che mi è piaciuta Drevanna... si... ehm... mi devo vedere con lei stasera... eheheh... Comunque la mia domanda è questa: Drevanna è un personaggio molto interessante, pieno di sorprese, ti sei basata su qualcuno per crearlo? E chi è per te Drevanna? Cosa rappresenta?”
Drevanna è uno dei personaggi che sono usciti totalmente dalla mia immaginazione, ma senza essere basati su nessuno di reale. Per me rappresenta sicuramente l'emblema del fascino femminile, la 'femme fatale' dietro cui gli uomini si perdono, e al contempo anche l'emblema di chi anela il potere, ma ne viene soverchiato perchè non è in grado di gestirlo e se ne lascia travolgere. Insomma è il connubbio tra vanità, lussuria, avidità e ira se vogliamo spiegarla usando i sette peccati capitali che sicuramente Mad Dog apprezzerà.
“Ok, bella risposta. In realtà non stavo ascoltando. Stavo pensando a cose faremo io e Drevanna fra poco... uhm... ci si vede... eheheh!” dice Mad Dog prima di sparire in un vortice di lapilli e fiamme purpuree. Subito dopo si apre un portale violaceo, da esso esce una bella ragazza, alta e atletica, ha gli occhi di un verde smeraldo intenso e i capelli lunghi, ricci e castani. Indossa una maglia di lana bianca con sopra una cotta di maglia marrone e dei pantaloni attillati di pelle nera. Ci guarda con ostilità e disprezzo.
“Non ho letto il tuo libro, odio il fantasy e tutto ciò che è evasione della realtà, che non è reale. Non è utile, è solo uno spreco di tempo e di energia, scrivere e leggere quelle cose. Non è da adulti... sono cose da poppanti. Perché proprio il fantasy? Ci sono tanti generi migliori tra cui potevi scegliere!”
Io per prima non prediligo il fantasy, anzi sono fissata con grandi romanzi ad ambientazione storica, ma per scriverli servono anni e anni di ricerche dettagliate e un team di esperti in vari campi a cui attingere per non scrivere 'stupidate' visto che si descrivono situazioni reali di periodi storici precisi. Il fantasy, tra tutti i generi, è quello che da allo scrittore più facilmente la possibilità di esprimersi, si è totalmente liberi perché l'unica base è la propria immaginazione, così come l'unico limite. E poi, basta essere abbastanza abili da riproporre quesiti di 'normale amministrazione', ad esempio parlando di sentimenti universali come amicizia, amore, odio, spirito di rivalsa, dubbi per il futuro perchè un fantasy risulti comunque 'utile e reale' nonostante ogni tanto appaiano maghi, draghi, nani, elfi, gnomi e fate.
La ragazza va via senza dire una sola altra parola, scompare in un altro portale.
“Povera Adriana... è una vera stronza di prima categoria, però ha avuto tanti problemi. Si è innamorata dell'Imperatore Nero, ha avuto una figlia da lui... lui l'ha lasciata... Drago Nero vuole sua figlia per sventrala... Credo sia normale che odi il fantasy!” ti dico. E ti dico anche che in teoria abbiamo finito le domande... ma... ma i personaggi dei miei racconti premono per fartene altre... possiamo permettere solo ad altri tre di loro di farle... quindi ecco che davanti a noi si addensa una nuvola gigantesca di pulviscolo nero che prende la forma di un drago completamente nero. La sua pelle è fatta di scaglie di osso frastagliate e irregolari, ha dei corni che gli partono dal naso ed ha una cresta ossea simile a quella dei triceratopi. Le sue ali sono membranose, come quelle dei pipistrelli. Il suo corpo è irto di spuntoni ed aculei.
“Quindi dovrei abbassarmi a fare una domanda ad una misera e patetica umana? Ad una donna? E' inconcepibile! Io sono Drago Nero, colui che ha ucciso l'Imperatore Bianco e l'Imperatore Nero, colui che ha reso paraplegico Impero! Non mi posso abbassare a fare una domanda ad una debole mortale che nel suo libro non mette nemmeno dei cattivi degli di questo nome! Nessuno è malvagio come me o ha i miei immensi poteri! Non possono nemmeno essere paragonati al mio amico Sauron o a quel bamboccio del Tiranno... Non pensi che mettere troppi “cattivi” sia troppo dispersivo?”
Perché, nella vita vera forse esiste un solo cattivo, come anche un solo eroe? Non esiste qualcuno a cui si possano ricondurre tutti i problemi del mondo, e che quindi, sconfiggendolo, risolva tutto... non è così facile. E così ho voluto che fosse anche in "Avelion", chi è cattivo lo è per scelta, per trascorsi vissuti, o anche solo a causa delle 'circostanze' e proprio per questo pur non essendo emblemi di nero potere come Sauron, sono decisamente più ostici da individuare e molto più difficili da debellare, perché chiunque può essere o diventare un cattivo.
“Consumerò le vostre anime! Ma non lo farò oggi, siete fortunati!” dice il drago prima di smaterializzarsi. Al suo posto compare un altro portale vorticante viola da cui esce un uomo, con una folta barba arruffata e con lunghi e scompigliati capelli castani. Dai vestiti che indossa rattoppati infinite volte, sgualciti e rovinati, sempre un senzatetto. Noti che io lo guardo con ostilità, in maniera ben più ostile di come guardavo Drago Nero.
“Pensano ancora che io sia pericoloso.” dice l'uomo i cui occhi marroni si riscaldano per un attimo soltanto per poi ripiombare nell'apatia. “Non gliene faccio un torto. Li ho traditi, ho tradito tutto, la mia famiglia, i miei amici... tutto ciò in cui credevo. Sulle mie mani scorre il sangue di milioni di persone” dice l'uomo quasi tremando. Si siede barcollante su di una sedia davanti a te. “Sono stato usato, manipolato, ho fatto in modo che le mie peggiori emozioni prendessero il sopravvento. Mi accecassero. Non mi perdoneranno mai, qualunque cosa faccia per espiare le mie colpe. E non li biasimo. Nemmeno io riesco a perdonarmi per quello che ho fatto. Cerco comunque di fare del mio meglio per riportare l'Equilibrio che ho distrutto. Hai ragione, nel tuo libro, l'Equilibrio è il fondamento della nostra... di ogni realtà! E' una complessa equazione, senza la quale il Caos regnerebbe sovrano. Pensavo di portare la pace con le mie azioni, invece ho portato solamente morte e distruzione. Ho fatto il loro gioco. Ho parlato anche troppo di me stesso, mi sto sempre a commiserare per quello che ho fatto. Sono troppo vecchio per questo genere di cose e la punizione per il mio tradimento è una vita eterna di dolore. Rispondi sinceramente e senza indugio cos'è per te l'Equilibrio e cos'è per Avelion?”
Per me l'Equilibrio è ciò che conquisto e conservo gelosamente ogni giorno, l'essere soddisfatta della mia vita e di come sono, malattia compresa, senza desiderare altro o invidiare altri perché riesco a essere felice e completa con ciò che ho. Per Avelion è un po' la stessa cosa, è un mondo convinto che la supremazia di un potere rispetto ad altri, o la custodia da parte di Esseri Superiori sia la risposta ad ogni problema, ma ci si accorgerà presto che il vero Equilibrio, quello permanente e duraturo, potrà esistere solo nel momento in cui ogni singolo abitante e creatura di Avelion accetterà se stesso e gli altri esattamente per come sono, senza cercare di soverchiarsi l'un l'altro, creando il vero Equilibrio. E se si pensa che nel nostro mondo tutto questo è ancora una chimera impossibile viste le ingiustizie, discriminazioni, razzismi e paure che ci attaccato da ogni dove si può capire quanto difficile e raro sia raggiungere un simile obbiettivo.
“Sei una ragazza speciale, Alessia. Te lo leggo negli occhi. Non me posso andare senza prima dirti con chi hai parlato. Io sono Atil Dolkin, un tempo eroe di Atlantide... ora non so nemmeno io cosa sono.” dice l'uomo prima di svanire un portale. Siamo arrivati alla nostra ultima domanda, che ti verrà posta dal personaggio che arriverà ora. Il cielo si infuoca di fiamme smeraldine, mentre un tornado di fulmini dello stesso colore forma la figura di Impero, il Lord Cancelliere del Concilio Superiore della Dimensioni, mio alter-ego, la metà del mio spirito. E' alto e slanciato, ha una faccia grande e lunga, senza traccia di barba, la bocca e il naso sono piccoli mentre il mento è poco pronunciato. Gli occhi sono grandi e marroni, così come i corti capelli. Indossa in testa un basco viola con un tetraktis imperiale d'oro ricamato sopra. La sua divisa militare bianca è linda e splendente. I bordi delle maniche della giacca, così quelli della fascia trasversale che gli attraversa il petto, del colletto della stessa giacca e dei pantaloni sono ricamati di viola e d'oro.
“Io non sono realmente qui. Questa è una mia immagine astrale, per quanto sia perfetta in ogni dettaglio. In questo momento non posso muovermi dal mio letto. Drago Nero ha detto il giusto prima... il mio fattore rigenerante e i naniti non riescono a guarirmi come dovrebbero... pensano che sia una qualche specie di blocco mentale che ci siamo auto-imposti. Il mio tempo è limitato e sto già spendendo molte energie assumendo questa forma, quindi passiamo subito alla mia domanda. Sbaglio ho la conformazione di Avelion ricorda molto quella dell'Emilia Romagna? Pharmes io l'ho ricollegata a Parma, Molena a Modena, Rigus a Reggio, ecc... , è giusto?”
Sì, perfettamente giusto. Io sono emiliana e quando si è trattato di decidere la conformazione geografica dei vari domini di Avelion, mi è venuto naturale basarmi su luoghi reali che mi fossero familiari sia per conformazione che per distanze, in modo da riuscire più facilmente e rendendolo il più credibile possibile. Facilitandomi al massimo nel muovermi per il mondo creato dalla mia immaginazione. Comunque chi vorrà cercarli troverà anche le Dolomiti, il Lago di Garda e Venezia debitamente camuffati nel panorama di "Avelion".
Impero svanisce così come era venuto con un tornado di saette smeraldine e con questo finiamo la nostra lunga intervista. Spero ti sia piaciuta, ciao e grazie!
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