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Creato da fading_of_the_day il 17/11/2010

Fading of the day

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Sumerian Haze

Post n°3 pubblicato il 19 Novembre 2010 da fading_of_the_day
 




"Quando nell'alto il cielo
ed in basso la nuda terra
non avevano ancora un nome,
niente esisteva...."


Emma si bloccò di colpo. Aggrottò la fronte e quasi con un gesto fulmineo passò la mano sinistra sulla frangia. Iniziò a mordersi nervosamente il labbro inferiore tentando di focalizzare quella frase.

Alzò la testa verso le mensole della libreria, quasi a cercare risposte sul dorso di qualche volume. Ma dopo un istante il breve lampo scemò.

Abbassò nuovamente il capo poggiando il mento sul palmo della mano destra. Chiuse gli occhi ed una lacrima le portò giù un po' di rimmel.

Poi un'altra.
Ed un'altra ancora.

Ora ricordava.
Lui le aveva parlato di quell'opera, dell'Enuma Elish.

Danny aveva studiato lingue e civiltà mesopotamiche presso l'università di Ginevra e le aveva parlato più volte di quel poema. Era tanto tempo che l'incipit non affiorava dalla sua mente.

Dal giorno della sua scomparsa era come se, inconsciamente, avesse tentato di cancellare quelle parole. Ma ora quei versi le apparivano di nuovo su quel blog e, quasi magicamente, pensieri e ricordi si ricomponevano di nuovo.

Incrociò le dita appoggiandovi sopra le labbra e chiuse gli occhi. Ricordava bene quanto a Danny piacesse quell'opera e quante volte gliene avesse parlato. Ricordava, anche, che gli tirava scherzosamente i cuscini del divano per farlo stare zitto.

Ora avrebbe dato chissà cosa per riascoltarlo di nuovo.

Erano bastati quei pochi e semplici versi a ridestare qualcosa in lei. Quasi con avidità divorò l'intera pagina del post e per lei fu come un viaggio indietro nel tempo. Arrivando in fondo fu colta da una paura quasi ancestrale.

Sembravano proprio le parole di Danny, gli stessi concetti, le stesse prese di posizione, la medesima precisione con cui era dosata ogni singola frase, l'identica chirurgica posa della punteggiatura.

Erano incredibili le analogie tra l'autore dell'articolo ed il suo amato Danny. Ma non era possibile: l'articolo era del giorno prima e Danny se ne era andato da circa sei mesi.

Avvicinò la sedia ancor più alla scrivania e protrasse il capo verso il monitor. Incredula rilesse il tutto.

Sentiva di dover contattare chi aveva scritto tutto ciò.
Sentiva di aver qualcosa in comune con lui o con lei.
Sentiva che quelle 90 righe volevano dire molto.


Voleva rimanere attaccata a quelle parole e non avrebbe mollato.
In cuor suo era convinta che chi avesse scritto il post aveva frequentato gli stessi corsi di Danny. Chissà, magari si conoscevano, o forse avevano scambiato soltanto qualche impressione via mail.
C'era troppa affinità per essere tutto frutto del caso.

Ad ogni modo, se pur non vi fosse stato alcun legame, l'aver letto quella pagina l'aveva fatta sentire viva seppur turbata.
Scorse la sezione dei contatti, cliccò e si aprì il form dei commenti.

Ma proprio in quel momento il cellulare vibrò sulla scrivania.
Alzò gli occhi al cielo in un gesto di stizza.

Sapeva di aspettare una telefonata.
E sapeva anche chi era.


 
 
 
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